Savona, crescono le imprese femminili. Il report della CCIAA Riviere di Liguria

In occasione della Giornata internazionale della donna, la CCIAA Riviere di Liguria presenta i dati al femminile sulle imprese, la demografia, il lavoro della provincia di Savona.

Economia | In provincia di Savona le imprese femminili chiudono il 2025 con un lieve aumento, in controtendenza rispetto all’andamento regionale e nazionale, mentre sul mercato del lavoro le aziende continuano a programmare nuove assunzioni soprattutto nei servizi, con una quota ancora limitata di contratti stabili e difficoltà di reperimento che riguardano quasi un profilo su due. È il quadro delineato dalla Camera di commercio Riviere di Liguria nel report diffuso in occasione della Giornata internazionale della donna.

Il dato più immediato riguarda l’imprenditoria femminile. Al 31 dicembre 2025, in provincia di Savona, le imprese femminili registrate sono 6.990, pari al 24,7% del totale. Nell’arco di un anno sono aumentate di 10 unità, con una crescita dello 0,1%. Si tratta di una variazione contenuta, ma il confronto con gli altri livelli territoriali segnala una dinamica diversa: nello stesso periodo la Liguria registra un calo dello 0,1% e il dato nazionale una flessione dello 0,3%. Anche il peso delle imprese guidate da donne sul totale provinciale risulta più alto rispetto alla media ligure, ferma al 22,1%, e a quella italiana, pari al 22,3%.

L’incidenza dell’imprenditoria femminile non è uniforme tra i comparti. Il tasso di femminilizzazione più elevato si osserva nelle altre attività di servizi, dove quasi un’impresa su due, il 49,6%, è femminile. Seguono le attività dei servizi di alloggio e ristorazione e le attività amministrative e di supporto, entrambe al 32,8%. La distribuzione conferma una presenza particolarmente forte nei settori legati ai servizi alla persona, all’accoglienza e alle attività di supporto operativo, ambiti che da tempo rappresentano una parte rilevante del tessuto produttivo savonese.

Accanto ai numeri sulle imprese, il report camerale affianca le rilevazioni Excelsior sulle assunzioni programmate dalle aziende. Nel mese di febbraio 2026 le entrate previste in provincia di Savona sono 1.940; nell’intero trimestre febbraio-aprile salgono a 7.080. Il dato ligure per febbraio è di 9.900 ingressi programmati, mentre a livello nazionale le imprese indicano 424 mila lavoratori ricercati.

Nel dettaglio, il mercato del lavoro savonese continua a poggiare soprattutto su rapporti non stabili. Solo il 18% delle entrate previste a febbraio riguarda contratti a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre l’82% è rappresentato da rapporti a termine o da altre forme contrattuali con durata predefinita. Le assunzioni si concentrano per il 63% nei servizi e per il 75% nelle imprese con meno di 50 dipendenti, due elementi che restituiscono il profilo di un sistema produttivo fortemente basato sulle piccole aziende e sul terziario.

Resta inoltre contenuta la quota di ingressi destinata a figure ad alta qualificazione. Dirigenti, specialisti e tecnici rappresentano l’11% delle entrate previste, una percentuale inferiore alla media nazionale, che si attesta al 18%. Le imprese indicano anche una difficoltà di reperimento nel 45% dei casi, segnale di un incontro tra domanda e offerta di lavoro che continua a presentare criticità. Un quarto delle assunzioni previste interesserà giovani under 30, mentre il 31% sarà rivolto a personale immigrato. I laureati pesano per il 7% delle entrate complessive. Per il 68% dei posti programmati viene richiesta esperienza specifica o maturata nello stesso settore.

La distribuzione per comparti conferma il ruolo centrale delle attività legate al turismo e ai servizi. A febbraio il numero più alto di entrate previste riguarda i servizi di alloggio, ristorazione e turistici, con 570 unità. Seguono commercio con 210, costruzioni con 170, servizi alle persone con 160 e servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone con 120. La fotografia è quella di un’economia provinciale in cui la componente stagionale e la domanda legata ai servizi continuano a orientare in modo decisivo i fabbisogni occupazionali.

Nel commentare i dati, il vicepresidente della Camera di commercio Riviere di Liguria Alessandro Berta sottolinea che l’aumento delle imprese femminili e dell’occupazione delle donne rappresenta un segnale di maggiore partecipazione al lavoro, ma aggiunge che il territorio deve rafforzare “politiche sociali, trasportistiche e abitative” capaci di sostenere ulteriormente l’occupabilità femminile, soprattutto in una provincia caratterizzata da un progressivo invecchiamento della popolazione. Si tratta della valutazione politica e istituzionale che accompagna il report; i dati di partenza, invece, indicano una crescita lieve ma positiva dell’imprenditoria femminile savonese e un mercato del lavoro che continua a offrire opportunità concentrate soprattutto nei servizi, con un’elevata incidenza dei contratti a termine e persistenti difficoltà di reperimento.

(effe / Red. Corsara)

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