Coldiretti Liguria: prezzi del gasolio in aumento, rischio per la pesca ligure

Coldiretti segnala rincari fino al 60% e possibili riduzioni delle uscite in mare per le piccole imbarcazioni

Economia | L’aumento del prezzo del gasolio sta mettendo sotto pressione la piccola pesca ligure, con il rischio di ridurre le uscite in mare e comprimere i margini delle imprese artigianali. A segnalarlo è Coldiretti Pesca Liguria, che registra rincari del carburante fino al 60% in pochi giorni dall’inizio della guerra in Iran e avverte sulle conseguenze per un comparto già esposto all’aumento dei costi operativi.

Il carburante rappresenta una delle principali voci di spesa per le imbarcazioni da pesca e può arrivare a incidere per oltre la metà dei costi complessivi. Quando il prezzo del gasolio cresce in modo repentino, spiegano dal settore, la sostenibilità economica delle uscite diventa più fragile, soprattutto per le realtà di dimensioni ridotte che caratterizzano gran parte della flotta ligure.

In Liguria la pesca è infatti composta in larga parte da piccole imbarcazioni che operano sotto costa e lavorano su base quotidiana. «Un aumento così improvviso del carburante rischia di compromettere la sostenibilità delle uscite in mare», osserva Daniela Borriello, responsabile Coldiretti Pesca Liguria, spiegando che molte aziende potrebbero trovarsi costrette a pescare in perdita.

Secondo l’associazione, il rialzo dei prezzi del carburante potrebbe tradursi in una riduzione dell’attività o, nei casi più difficili, nel fermo temporaneo delle barche. Una contrazione delle uscite inciderebbe anche sulla disponibilità di prodotto locale nei mercati ittici. «Se i nostri pescatori sono costretti a fermarsi perché non riescono a coprire i costi, sugli scaffali e nei mercati arriverà ancora più prodotto straniero», afferma il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri, che richiama anche il tema della tracciabilità e degli standard produttivi del pescato locale.

Nel comunicato l’organizzazione esprime inoltre dubbi sulle cause dell’impennata dei prezzi, ritenendo che la rapidità degli aumenti non sia spiegata soltanto dalle tensioni internazionali e ipotizzando la presenza di dinamiche speculative. Al di là delle interpretazioni, il dato evidenziato resta la crescita dei costi del carburante e il suo impatto diretto sulla redditività delle imprese della pesca.

Coldiretti chiede quindi interventi per contenere il costo del gasolio e sostenere un comparto che, nelle aree costiere, ha un peso economico e occupazionale rilevante. «Servono interventi urgenti per calmierare il costo del carburante e tutelare un settore che rappresenta non solo economia e occupazione ma anche identità e presidio del territorio», afferma il delegato confederale Bruno Rivarossa.

L’aumento dei costi energetici si inserisce in un quadro già complesso per la pesca artigianale, che negli ultimi anni ha dovuto affrontare una crescita generale delle spese operative. In questo contesto, l’andamento del prezzo del carburante diventa un fattore decisivo per la continuità dell’attività quotidiana delle marinerie liguri e per la presenza del pescato locale sui mercati regionali.

(Red. Corsara)

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