Politica locale | Il Comune di Albenga sta ridisegnando la propria struttura amministrativa con una nuova distribuzione delle aree dirigenziali, l’accorpamento di alcuni servizi di staff e il rafforzamento delle funzioni legate alla sicurezza, alla protezione civile e alla tutela ambientale. La riorganizzazione, avviata dall’amministrazione Tomatis nel corso degli ultimi due anni, entra ora in una fase operativa che punta a intervenire sia sull’assetto interno dell’ente sia sulla copertura del personale nei settori considerati più esposti.
Il punto più rilevante riguarda l’architettura della macchina comunale. Dopo una prima revisione delle posizioni organizzative, oggi inquadrate come incarichi di Elevata Qualificazione, l’amministrazione ha avviato un nuovo riassetto delle aree dirigenziali per redistribuire competenze e carichi di lavoro. L’obiettivo indicato è rendere più lineare il funzionamento degli uffici e adattare l’organizzazione interna alle esigenze operative emerse negli ultimi anni, anche alla luce dei pensionamenti e della necessità di sostituire personale uscito dall’ente.
In parallelo sono state avviate assunzioni per coprire i posti lasciati vacanti e consolidare alcuni comparti ritenuti strategici. Il riordino, quindi, non riguarda soltanto la gerarchia degli uffici, ma si accompagna a un intervento più ampio sulla tenuta amministrativa del Comune: da un lato la ricomposizione delle funzioni, dall’altro il rafforzamento degli organici.
Uno dei cambiamenti più significativi è l’accorpamento dei principali servizi di staff, tra cui gestione delle risorse umane e segreteria generale, con l’area finanziaria. Alberto Passino, presidente del Consiglio comunale che segue il processo di riorganizzazione, colloca questa scelta dentro una lettura complessiva del funzionamento dell’ente: «Le risorse umane sono da interpretarsi come una ricchezza per l’ente, al pari delle entrate tributarie». La frase esprime l’impostazione politica con cui viene presentata la riforma; il dato amministrativo è la confluenza di questi servizi in un’unica area.
Un altro asse del riassetto riguarda le competenze sulla sicurezza urbana e sulla tutela del territorio. Il Comune ha previsto di attribuire all’Area Sicurezza anche le materie della protezione civile e della tutela ambientale, ampliando così il perimetro delle funzioni concentrate in quel settore. Nello stesso quadro rientra il ripristino del ruolo di dirigente comandante, figura che in passato non compariva più nell’organigramma comunale. Il nuovo assetto, secondo quanto indicato dal presidente Passino, riporta di fatto la struttura a quattro dirigenze, due di ruolo e due ai sensi dell’articolo 110 del Testo unico degli enti locali, coordinate dal segretario generale, “sempre più dedicato al suo ruolo strategico per l’amministrazione e l’ente”.
La riorganizzazione tocca anche un altro fronte amministrativo, quello della gestione associata delle politiche sociali tra enti locali, per la quale viene richiamata la nomina della figura del direttore. Si tratta di un passaggio che segnala come il riassetto non si limiti agli uffici centrali del Comune, ma investa anche servizi che si collocano su una scala sovracomunale e che richiedono un coordinamento più definito tra amministrazioni diverse.
Sul piano politico, la giunta comunale presenta l’intervento come un processo ancora aperto. Passino parla di un lavoro che sarà verificato nel tempo e annuncia che nei prossimi dodici mesi l’amministrazione controllerà gli effetti della nuova organizzazione per introdurre eventuali correzioni. «Cambiamenti così importanti hanno bisogno di tempo», osserva, aggiungendo che il monitoraggio servirà a valutare l’efficacia delle scelte adottate e a perfezionare, se necessario, il funzionamento della struttura comunale.
Nella stessa direzione si colloca la dichiarazione del sindaco Riccardo Tomatis, che ringrazia Passino per il lavoro svolto e sottolinea la disponibilità mostrata dai dirigenti «nell’assumere nuovi ruoli e responsabilità», collegando queste scelte alla necessità di rendere più adeguata l’organizzazione dell’ente. La valutazione del sindaco appartiene al piano politico-amministrativo; i fatti contenuti nel riassetto sono invece la ridefinizione delle aree, il nuovo accorpamento di funzioni, il rafforzamento dei servizi collegati alla sicurezza e il ritorno a una struttura con quattro dirigenze.
Per i cittadini, gli effetti concreti della riorganizzazione si misureranno soprattutto sulla capacità degli uffici di rispondere con maggiore continuità e con una distribuzione più chiara delle competenze. È questo il risultato operativo atteso dall’amministrazione, che lega il riordino interno alla qualità dei servizi comunali. Resta ora la fase di completa attuazione, nella quale il nuovo assetto dovrà tradursi in procedure, responsabilità e tempi amministrativi effettivamente più ordinati.
(effe / Red. Corsara)
