Politica / Economia | La Commissione europea ha adottato due strategie mirate a sostenere la competitività, la sostenibilità e la sicurezza dell’industria marittima e dei porti europei, settori chiave per l’economia e la connettività dell’Unione. I documenti presentati ieri, denominati rispettivamente Strategia Industriale Marittima e Strategia per i Porti, definiscono un insieme di misure rivolte a modernizzare e tutelare le catene del valore coinvolte in cantieristica navale, trasporto marittimo e infrastrutture portuali.
L’Europa, con la sua vasta area marittima, rappresenta un punto di riferimento globale nella costruzione di navi tecnologicamente avanzate e nella fornitura di servizi marittimi, gestendo oltre un terzo del tonnellaggio mondiale in tutti i segmenti. La cantieristica europea, composta da circa 300 cantieri e 28.000 fornitori, impiega oltre un milione di persone e genera una produzione aggregata superiore ai 125 miliardi di euro.
La Strategia Industriale Marittima punta a rafforzare la leadership europea attraverso azioni concrete, quali la creazione di un’Alleanza per le Catene del Valore Marittime, destinata a favorire lo sviluppo di tecnologie innovative come le navi ad alta tecnologia, le imbarcazioni per l’eolico offshore e i droni subacquei. Tra gli strumenti di supporto è prevista una call di ricerca e innovazione nell’ambito di Horizon Europe, denominata “Cantieri Navali del Futuro”, finalizzata a testare soluzioni innovative in ambienti produttivi reali e a promuoverne la diffusione su scala europea.
Per incentivare la competitività del settore navale, la Commissione intende instaurare un dialogo con gli Stati membri volto a promuovere l’uso delle bandiere europee e a semplificare gli oneri amministrativi, in particolare in relazione ai sistemi di monitoraggio e verifica previsti dal sistema europeo di scambio di quote di emissione (ETS Maritime) e dalla normativa FuelEU Maritime. Il settore beneficerà inoltre di un rafforzamento delle politiche commerciali e dei finanziamenti all’export, inclusi possibili strumenti settoriali specifici.
Un’attenzione particolare è riservata alla duplice natura civile e militare del comparto, con iniziative volte ad aumentare la capacità produttiva navale per scopi di difesa e a sostenere la costruzione di traghetti dual-use, in grado cioè di essere adattati sia per usi civili sia militari. La strategia include anche misure per lo sviluppo delle competenze, favorendo la riqualificazione dei lavoratori del settore navale e dei marittimi per adeguarsi alle nuove tecnologie e alle pratiche operative sostenibili.
Parallelamente, la Strategia per i Porti riconosce il ruolo centrale di questi nodi logistici nell’economia europea, gestendo circa il 74% del commercio esterno dell’UE e quasi 400 milioni di passeggeri l’anno. Oltre alla funzione tradizionale, i porti si stanno evolvendo in poli di innovazione e industrie collegate, cruciali per l’approvvigionamento energetico, la sicurezza e l’economia blu.
Tra le misure previste per sostenere la transizione energetica e la competitività dei porti vi sono il potenziamento dell’elettrificazione, il miglioramento delle connessioni alle reti elettriche e lo sviluppo di una roadmap dedicata ai porti di piccole e medie dimensioni. La strategia affronta inoltre le crescenti minacce alla sicurezza, proponendo un rafforzamento della legislazione marittima e la creazione di un forum europeo per lo scambio di buone pratiche tra autorità di cybersecurity e portuali. Sono in programma controlli più rigorosi sui lavoratori portuali e valutazioni di sicurezza per i porti extra-UE, con l’obiettivo di contrastare traffici illeciti e rischi emergenti.
Per coordinare l’attuazione delle strategie, la Commissione istituirà un organismo di alto livello, la Maritime Industries and Ports Board, presieduto dal Commissario responsabile e da Vicepresidenti esecutivi, per favorire il dialogo con le parti interessate e monitorare i progressi.
La Commissione ha evidenziato che le nuove iniziative si inseriscono nel quadro delle azioni previste dal Piano di Competitività dell’UE e dal Patto Europeo per gli Oceani, e sono state elaborate anche in seguito a dialoghi strategici con gli operatori del settore e i vertici portuali.
In merito ai finanziamenti, le strategie mirano a mobilitare risorse esistenti e future. Tra gli strumenti citati vi sono il Connecting Europe Facility, che ha già destinato 220 milioni di euro a interventi navali dal 2014 e prevede un nuovo bando nel 2026 per il rinnovo e la decarbonizzazione della flotta, e l’Innovation Fund, che ha supportato progetti marittimi per 600 milioni di euro. La Commissione intende inoltre promuovere l’impiego di fondi derivanti dal sistema di scambio di quote di emissione per sostenere la transizione ecologica del settore.
Sul fronte della difesa, sono stati stanziati oltre un miliardo di euro per rafforzare le capacità navali attraverso programmi europei specifici, con ulteriori finanziamenti disponibili nel 2026 per tecnologie come veicoli semi-autonomi e protezione delle infrastrutture sottomarine.
Tra i rappresentanti istituzionali, l’Executive Vice-President Stéphane Séjourné ha sottolineato che “l’industria marittima europea è fondamentale per la sovranità e la sicurezza del continente” e ha evidenziato l’intenzione di sostenere la produzione in Europa, garantendo condizioni di concorrenza e investimenti mirati. Raffaele Fitto, altro Vicepresidente, ha richiamato l’importanza strategica dei porti per l’economia e la coesione territoriale, rimarcando il loro ruolo anche in contesti insulari e periferici. Il Commissario Apostolos Tzitzikostas ha puntato l’attenzione sulla necessità di rafforzare la resilienza dei porti e del settore navale, affrontando rischi crescenti legati a competizione internazionale e sicurezza, e ha insistito sull’urgenza di investimenti pubblici e privati per adeguare le infrastrutture alle sfide future. Infine, Magnus Brunner ha evidenziato l’importanza di misure di sicurezza più stringenti per prevenire minacce quali traffico di droga e criminalità organizzata, ricordando che sono già stati mobilitati 200 milioni di euro per potenziare i controlli doganali nei principali porti europei.
Le strategie rappresentano dunque un impegno complessivo dell’Unione per mantenere e rafforzare la posizione europea in un settore cruciale, integrando aspetti industriali, ambientali, di sicurezza e sviluppo territoriale.
(effe / Red Corsara)
