Coldiretti Liguria sollecita un piano olivicolo regionale e sottolinea l’importanza della tracciabilità per l’olio d’oliva

Coldiretti Liguria accoglie bene nuove regole sulla tracciabilità dell’olio importato ma chiede un piano regionale per sostenere olivicoltura e contrastare importazioni a dazio zero

Ulivi olio olive e orizzonte mar ligure
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Economia / Agroalimentare | Il settore olivicolo italiano si trova di fronte a una significativa crescita delle importazioni di olio d’oliva dall’estero, con un aumento del 57% nel 2025. In questo scenario, Coldiretti Liguria ha espresso il proprio apprezzamento per le nuove disposizioni dell’Icqrf (Ispettorato centrale repressione frodi) che impongono una maggiore trasparenza sulla tracciabilità degli oli importati in regime di Perfezionamento Attivo (Tpa). Dal 1° marzo 2026, sarà infatti obbligatoria l’indicazione dettagliata nel Registro Telematico della natura degli oli in Tpa e delle operazioni di equivalenza, una misura volta a contrastare il fenomeno del prodotto estero che entra in Italia con dazio zero e che, secondo Coldiretti Liguria, ha effetti distorsivi sui prezzi dell’olio italiano e genera potenziali confusioni lungo la filiera.

Secondo Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, delegato confederale, “la trasparenza non è un costo, ma un valore a tutela dei produttori onesti e dei consumatori”. Entrambi sottolineano l’esigenza di applicare le stesse regole a tutti gli operatori per evitare che l’olio extra-UE importato per essere lavorato e riesportato venga confuso con l’olio nazionale, definito da loro “pregiato”.

L’Italia detiene un patrimonio olivicolo ricco e vario, con 42 denominazioni di origine protetta (Dop) e 8 indicazioni geografiche protette (Igp). Anche in Liguria, dove si producono una Dop e una Igp, l’olivicoltura rappresenta un elemento distintivo del territorio, con rilevanza agricola, paesaggistica e culturale. Tuttavia, Coldiretti Liguria ritiene che la sola tracciabilità non sia sufficiente a garantire la competitività e la sostenibilità del comparto regionale.

La confederazione segnala alcune criticità strutturali, come la carenza di infrastrutture idriche e logistiche e la necessità di investimenti in ricerca, sperimentazione, promozione e innovazione. Attualmente, in Liguria, solo il 7% degli uliveti è irrigato, una condizione che, unita agli effetti dei cambiamenti climatici, accentua le oscillazioni produttive. In questo contesto, Coldiretti Liguria chiede l’adozione di un piano olivicolo regionale che possa rafforzare la competitività delle aziende agricole e sostenere l’economia delle aree interne.

Il tema della trasparenza e della regolarità nelle pratiche commerciali è considerato da Coldiretti Liguria essenziale anche per la tutela del territorio e della sua economia. Gli esponenti dell’organizzazione evidenziano che “le pratiche sleali e la mancanza di trasparenza indeboliscono non solo le imprese, ma l’intero territorio dal punto di vista economico e sociale”. Ribadiscono inoltre come l’olio extravergine rappresenti “un alimento identitario, centrale nella dieta mediterranea e nella nostra cultura produttiva”.

In relazione al legame tra olivicoltura e turismo, Coldiretti Liguria ricorda che la regione ha registrato nel 2025 oltre 20,8 milioni di presenze turistiche, con una crescita del 3,75% rispetto all’anno precedente. Questo dato viene interpretato come un’opportunità per valorizzare i prodotti olivicoli locali attraverso politiche economiche mirate, in particolare per quanto riguarda la promozione dei trasformati derivanti dall’olivicoltura ligure. Secondo l’organizzazione, sostenere il settore significa infatti anche contribuire al presidio del territorio e all’attrattività turistica.

L’appello di Coldiretti Liguria si concentra dunque su due fronti: da un lato, la necessità di regole più rigide e trasparenti sulla tracciabilità degli oli importati, dall’altro, la richiesta di interventi strutturali e di un piano olivicolo regionale che possa garantire la tenuta e lo sviluppo del comparto.

(effe / Red. Corsara)

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