Attualità | di Mary Caridi. Fino a poco tempo fa, chi aveva diverse case da affittare ai turisti poteva pensare di gestirle come un semplice privato per arrotondare lo stipendio. Oggi questa possibilità è diventata un rischio concreto per la carriera. La regola è ormai chiarissima: se metti in affitto per brevi periodi più di due appartamenti, per lo Stato non sei più un semplice proprietario, ma sei considerato un imprenditore in automatico.
Come evidenziato anche da recenti analisi del Sole 24 Ore, questo cambiamento crea un forte conflitto normativo per chi svolge determinate professioni. Parliamo soprattutto di impiegati statali, avvocati, notai e commercialisti. Per queste categorie, infatti, la legge o i regolamenti dei loro ordini vietano di essere imprenditori mentre si esercita la professione principale. Il problema è che, superata la soglia delle quattro case, l’obbligo di aprire la partita IVA scatta per legge, entrando in contrasto con il contratto di lavoro o con l’iscrizione all’albo.
Molti si chiedono perché questo allarme stia emergendo con forza proprio nel 2026. Il motivo è tecnico: sono entrati in funzione i nuovi controlli elettronici che incrociano i dati in modo istantaneo. Ora ogni casa vacanza deve avere un codice nazionale obbligatorio, il CIN. Senza questo codice, i siti come Airbnb o Booking devono cancellare l’annuncio. La vera novità è che i computer del Fisco ora ricevono direttamente i dati da questi portali: l’Agenzia delle Entrate vede subito quante case gestisci. Se il sistema rileva che il numero di appartamenti è superiore a quattro, scatta la segnalazione e la conseguente notifica al datore di lavoro o all’ordine professionale.
Per un dipendente pubblico, essere considerato un imprenditore significa violare l’obbligo di esclusività e rischiare il licenziamento. Per un avvocato o un notaio, il pericolo è la sospensione o l’espulsione dall’albo. In questo nuovo scenario, non conta più se si offrono servizi extra o se ci si limita alla consegna delle chiavi: è il semplice numero degli immobili a fare la differenza.
In questo contesto di controlli digitali automatici, la scelta è diventata obbligatoria. Chi ricopre ruoli pubblici o professionali deve monitorare con attenzione il numero di immobili messi a reddito, perché la legge non permette più zone d’ombra: o si mantiene la propria professione o si sceglie la strada dell’imprenditoria immobiliare. Le due posizioni, oltre il limite consentito, non possono più convivere.
