A Genova nasce la Comunità del Cibo Terre dei Bravin per la tutela delle varietà locali

Una iniziativa promossa da Marco Loconte per valorizzare sementi tradizionali e pratiche agricole locali per preservare il territorio.

Biodiversità Territorio ligure

Agricoltura / Ambiente | A Genova è stata avviata la costituzione della Comunità del Cibo e dell’Agrobiodiversità Terre dei Bravin, un progetto che intende promuovere la tutela delle varietà locali di sementi, la ricerca agronomica e la valorizzazione delle aree rurali liguri. L’iniziativa si basa su un modello di gestione agricola che integra biodiversità e sostenibilità, con particolare attenzione alla conservazione delle risorse genetiche tradizionali.

La Comunità si inserisce nel quadro normativo previsto dall’articolo 13 della legge 194 del 2015, che riconosce ufficialmente le Comunità del Cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare come strumenti di collaborazione tra produttori, enti, istituzioni scolastiche, associazioni e cittadini. Questi ambiti locali sono dedicati alla salvaguardia della biodiversità agricola, con l’obiettivo di mantenere e valorizzare le varietà di piante autoctone e le pratiche agricole tradizionali.

Il progetto Terre dei Bravin si sviluppa su un territorio che da quasi tre anni è riconosciuto come Oasi affiliata al WWF, riconoscimento che attesta l’impegno nella gestione integrata del territorio e nella conservazione degli equilibri ecologici. In questa area, campi coltivati, prati, pascoli, boschi e terreni incolti vengono gestiti secondo un modello di mosaico della biodiversità, che considera la varietà biologica come un’infrastruttura agronomica essenziale per la fertilità del suolo, la stabilità delle produzioni e la qualità alimentare.

Il progetto pone al centro le sementi contadine, cioè varietà riprodotte e selezionate nel tempo dai coltivatori locali, adattate alle specificità del territorio. La Comunità intende promuovere un’agricoltura biologica a ciclo chiuso, che esclude l’uso di prodotti chimici e riduce le dipendenze da input esterni, attraverso lo studio del comportamento agronomico e della produttività di queste varietà tradizionali.

Marco Loconte, promotore dell’iniziativa e agricoltore impegnato in questi ambiti, ha sottolineato che «il modello agricolo industriale non è adatto a territori complessi come quelli liguri». Ha inoltre evidenziato che la Comunità del Cibo Terre dei Bravin «mette insieme produzione di cibo, ricerca sulle semenze contadine e gestione del territorio per costruire un’agricoltura capace di nutrire le persone e, allo stesso tempo, mantenere vivi i paesaggi rurali». Attualmente, la Comunità è in fase di sviluppo e aperta alla partecipazione di coltivatori, realtà produttive, associazioni, enti di ricerca, istituzioni e cittadini che condividano i principi del Manifesto e del Regolamento fondativo.

L’iniziativa rappresenta un esempio di sinergia tra agricoltura, tutela ambientale e ricerca scientifica, in un contesto regionale caratterizzato da una forte biodiversità e da paesaggi rurali vulnerabili.

(Red. Corsara)

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