Sanità | Si è tenuto oggi a Savona un incontro istituzionale tra l’Area Sociosanitaria Locale 2 (ASL 2) e i sindaci dei Comuni del territorio, con l’obiettivo di condividere le linee di programmazione sanitaria per il 2026, con particolare attenzione allo sviluppo della sanità territoriale. Alla riunione, convocata dal sindaco di Savona Marco Russo, hanno partecipato anche i rappresentanti dei Comuni sede di distretto sanitario – Savona, Cairo Montenotte, Albenga e Finale Ligure – oltre a Pietra Ligure, in qualità di sede ospedaliera. Era presente inoltre il presidente della Provincia di Savona, Pierangelo Olivieri.
Il confronto ha posto al centro il potenziamento delle Case della comunità e degli Ospedali della comunità, strutture fondamentali nel modello di assistenza di prossimità che mira a rafforzare l’offerta sanitaria sul territorio. In particolare, è stato illustrato lo stato di avanzamento di queste realtà e i progetti in corso per ampliare servizi e attività.
Durante l’incontro, Monica Cirone, coordinatrice dell’Area Sociosanitaria Locale 2, ha sottolineato l’importanza di mantenere un dialogo costante con le amministrazioni locali per orientare la programmazione sanitaria in base alle esigenze dei cittadini. Cirone ha inoltre evidenziato un aumento dell’attività ospedaliera negli ultimi mesi e ha spiegato che la gestione del fenomeno del boarding nei Pronto Soccorso aziendali è migliorata grazie alla collaborazione con i reparti e a una maggiore capacità dei servizi territoriali di intercettare i casi meno complessi.
Tra i temi affrontati, la Casa della comunità di Albenga è stata presentata come esempio operativo e funzionante di assistenza territoriale. Nei primi undici mesi di attività ha erogato oltre 20.000 prestazioni specialistiche, garantendo continuità assistenziale anche nei fine settimana e una stretta integrazione con l’Assistenza Domiciliare Integrata. La struttura assicura la presenza dei medici di medicina generale dal lunedì al venerdì e un presidio sanitario attivo 24 ore su 24.
L’Ospedale della comunità di Albenga è stato indicato come un ulteriore elemento dell’offerta territoriale, con un accesso rapido e una presa in carico tempestiva dei pazienti. Parallelamente, a Cairo Montenotte l’Ospedale della comunità è già operativo su un piano e si prevede un ampliamento con nuovi ambulatori, servizi radiologici e un potenziamento dell’attività chirurgica ambulatoriale, attualmente svolta quattro giorni alla settimana.
Nel distretto Bormide è stata inoltre segnalata l’efficace risposta al servizio mobile per i prelievi ematici, integrato con i sistemi di prenotazione regionali e organizzato su base comunale, oltre al contributo degli infermieri di famiglia e di comunità.
Il distretto Savonese e Finalese ha aggiornato sull’imminente apertura della Casa della comunità di Pietra Ligure e sui risultati positivi della struttura di Finale Ligure, apprezzata dalla popolazione. Tra i servizi attivi o in fase di potenziamento figurano percorsi integrati per lo scompenso cardiaco, ambulatori territoriali, servizi sociali integrati, punti prelievo, attività oculistica, consultorio e servizi CUP. Sono inoltre previste nuove aperture a via Collodi e a Vado Ligure.
Il direttore del Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze, Roberto Carrozzino, ha richiamato il modello di integrazione territoriale adottato dal Dipartimento, finalizzato a ridurre la medicalizzazione impropria attraverso strumenti come il budget di salute, la diagnosi precoce del disagio giovanile e il rafforzamento della collaborazione tra servizi territoriali e ospedalieri.
I rappresentanti dei Comuni hanno preso atto delle informazioni fornite dall’ASL e hanno evidenziato sia le criticità sia le potenzialità legate alle nuove strutture e ai servizi in via di sviluppo, sia in ambito territoriale sia ospedaliero.
Il sindaco Russo ha concluso sottolineando l’utilità dell’incontro e la volontà di proseguire con il confronto regolarmente: «Poiché tutti hanno ritenuto utile questa riunione, verrà data continuità a questi incontri, affinché sia portata avanti una visione condivisa delle tematiche sociosanitarie che interrogano tutti i territori e che deve necessariamente vedere una collaborazione continuativa tra Comuni e Asl».
(Red. Corsara)
