Attualità | Venerdì 20 febbraio il Comune di Loano ospiterà il “GameOver Project: quando il gioco diventa pericoloso”, un’iniziativa dedicata a prevenire e analizzare i fenomeni legati alla dipendenza da videogiochi, riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come Gaming Disorder nel 2022. L’iniziativa, promossa da Paolo e Karla Imperitura, esperti in neuromarketing e digital design, si rivolge sia agli studenti sia alla cittadinanza, con l’intento di comprendere l’impatto delle architetture manipolative digitali sui comportamenti giovanili.
L’intervento prevede due momenti distinti. La mattina sarà riservata a un seminario presso l’istituto Falcone e la scuola secondaria di primo grado Mazzini-Ramella, destinato a studenti tra i 9 e i 17 anni e ai loro insegnanti. L’attività comprenderà un workshop interattivo accompagnato dalla raccolta anonima di dati sulle abitudini digitali degli studenti, allo scopo di individuare segnali di disagio come cali di concentrazione, irritabilità o isolamento sociale, spesso associati all’uso eccessivo di tecnologie. Agli insegnanti saranno forniti strumenti interpretativi per riconoscere tali segnali nel contesto scolastico.
Nel pomeriggio, dalle 17 alle 19, l’aula magna delle scuole Valerga ospiterà un incontro rivolto a genitori, educatori, associazioni e rappresentanti istituzionali. Il programma prevede sessioni formative, l’analisi di casi reali e role play per favorire il dialogo educativo tra adulti e minori nell’ambiente digitale. L’obiettivo dichiarato è sensibilizzare le famiglie sulle differenze tra uso ricreativo e dipendenza, facilitando una comunicazione più efficace all’interno della famiglia.
Al termine del percorso, il progetto consegnerà alle istituzioni scolastiche e comunali un report dettagliato sui dati raccolti, utile per mappare le abitudini digitali dei minori nel territorio e individuare bisogni specifici per pianificare interventi mirati di prevenzione e supporto.
Secondo gli organizzatori, oltre 700.000 ragazzi italiani sono già coinvolti in dinamiche di dipendenza da videogiochi, situazione che richiede un intervento tempestivo per evitare un aggravamento del fenomeno.
Il “GameOver Project” ha già coinvolto migliaia di giovani in diverse città italiane, tra cui Milano, Torino, Bergamo, Genova, Parma, Reggio Emilia, Prato, Grosseto, Napoli, Bari, Catanzaro e Reggio Calabria, oltre che all’estero, a Lugano e Chicago. L’iniziativa ha raccolto dati su larga scala con l’intenzione di raggiungere un campione di 10.000 soggetti entro maggio 2026, per supportare una richiesta parlamentare volta a regolamentare la lotta contro il Gaming Disorder in modo simile a quella contro il tabagismo, prevedendo avvisi obbligatori e restrizioni sulle microtransazioni per i minori.
(Red. Corsara)
