Economia | I leader dell’Unione Europea si sono riuniti oggi (12 febbraio) ad Alden Biesen per un confronto strategico sulla competitività economica del continente, con l’obiettivo di delineare misure concrete da adottare al prossimo Consiglio europeo di marzo. Al centro del dibattito vi è stata la necessità di rafforzare la resilienza dell’economia europea, promuovendo la crescita, la creazione di posti di lavoro di qualità e la sostenibilità dei costi per cittadini e imprese.
Tra i principali punti emersi, ha riassunto in conferenza stampa il presidente del Consiglio António Costa che nei giorni scorsi ha convocato questo brainstorming, vi è un’intesa unanime sulla prosecuzione dell’agenda di semplificazione normativa, già avanzata con la lettera inviata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen ai capi di Stato e di governo. Parallelamente, è stata accolta la proposta del presidente del Consiglio Enrico Letta di completare il mercato unico europeo, trasformandolo in un sistema integrato e omogeneo, definito «un mercato per un’Europa unita», con l’obiettivo di realizzare questo passaggio entro il biennio 2026-2027.
Un ulteriore impegno riguarda l’adozione del cosiddetto «28° regime», un insieme di regole societarie uniformi pensate per facilitare l’operatività delle imprese all’interno dei 27 Stati membri, eliminando le complessità derivanti dalle diverse normative nazionali.
Il tema della concentrazione aziendale è stato affrontato soprattutto nei settori strategici come le telecomunicazioni. È stato riconosciuto che una certa aggregazione di imprese può favorire gli investimenti e l’innovazione, purché inserita in un quadro di responsabilità sociale che garantisca un aumento degli investimenti e dell’attività innovativa da parte delle aziende consolidate. La revisione in corso delle linee guida sulle fusioni è considerata uno strumento chiave per sostenere la nascita di «campioni europei» in settori strategici.
Per quanto riguarda il costo dell’energia, i leader hanno ribadito che la transizione energetica resta la via principale per assicurare autonomia strategica e prezzi più bassi nel lungo termine. Tuttavia, è stata sottolineata la necessità di adottare soluzioni pragmatiche e mirate nel breve periodo, tenendo conto delle specificità nazionali e di alcuni settori industriali. Il Consiglio europeo di marzo sarà occasione per esaminare proposte concrete in questo ambito.
Un’attenzione particolare è stata dedicata alla protezione delle industrie strategiche e alla riduzione delle dipendenze esterne, con una vasta condivisione sull’importanza di rafforzare settori come la difesa, lo spazio, le tecnologie pulite, il calcolo quantistico, l’intelligenza artificiale e i sistemi di pagamento. È prevista una mappatura delle dipendenze europee, da affrontare attraverso strategie di diversificazione. In questo contesto si è anche discusso dell’applicazione di una preferenza europea selettiva e proporzionata, da adottare solo dopo un’analisi approfondita per individuare i casi in cui risulti utile e necessaria.
Sull’apertura commerciale, i leader hanno riaffermato il sostegno a una politica commerciale ambiziosa e pragmatica, orientata alla diversificazione dei partner e al sostegno delle attività della Commissione europea.
Infine, è emersa una forte unanimità sulla necessità di incrementare gli investimenti come leva fondamentale per la competitività. Il dibattito si è concentrato soprattutto su come stimolare gli investimenti privati, con un consenso generale sull’urgenza di accelerare l’iniziativa dell’Unione dei Risparmi e degli Investimenti, volta a creare un sistema finanziario europeo più efficiente. Al tempo stesso, è stato riconosciuto il ruolo decisivo anche degli investimenti pubblici, da discutere nel contesto dei negoziati sul Quadro finanziario pluriennale (QFP).
Il presidente del Consiglio António Costa ha sintetizzato i risultati del confronto dichiarando: «Ora trasformeremo i risultati di oggi in impegni concreti e scadenze precise al Consiglio europeo di marzo. E poi ci concentreremo sull’attuazione». Ha inoltre aggiunto: «Nel 2026, l’Europa saprà mantenere le promesse. Lo abbiamo fatto nel settore della difesa lo scorso anno, lo faremo sulla competitività quest’anno».
(effe / Red. Corsara)
