Regioni Liguria e Piemonte rafforzano collaborazione sanitaria nelle aree di confine

L’accordo coinvolge assistenza primaria, ospedali locali e emergenza in territori montani e interni

Politica / Sanità | Le Regioni Liguria e Piemonte hanno avviato un percorso di rafforzamento della collaborazione sanitaria nelle aree di confine, con particolare attenzione ai servizi di assistenza primaria e alle strutture ospedaliere locali. Mercoledì 11 febbraio si è tenuto un incontro tra l’assessore alla Sanità della Liguria, Massimo Nicolò, e il suo omologo piemontese, Federico Riboldi, insieme alla direzione generale dell’Asl Cn1, per fare il punto sulle convenzioni attive e valutare possibili sviluppi futuri.

Le intese in vigore permettono ai residenti di alcuni comuni di confine, come Massimino in Liguria e Alto e Caprauna in Piemonte, di accedere ai servizi di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta sulla base della maggiore prossimità territoriale, senza vincoli regionali legati alla provenienza del professionista sanitario. Questi accordi sono stati aggiornati in seguito alla riorganizzazione istituzionale che dal 1° gennaio 2026 ha ridefinito l’Asl 2 come area sociosanitaria locale 2 all’interno di Ats Liguria.

Nel corso dell’incontro sono stati esaminati i risultati ottenuti finora e si è discusso della possibilità di estendere e potenziare il modello di collaborazione anche ad altri territori di confine. Tra gli obiettivi comuni figura la garanzia della continuità assistenziale, la prossimità dei servizi e il rispetto dei livelli essenziali di assistenza (LEA) in contesti caratterizzati da difficoltà geografiche tipiche delle zone montane e interne.

La collaborazione interregionale si tradurrà nella costituzione di un gruppo tecnico congiunto, incaricato di definire un piano annuale di lavoro e di monitorarne periodicamente l’attuazione. Fra le aree di intervento prioritarie sono state individuate: l’assistenza primaria e pediatrica, la cooperazione in radiologia – con particolare riferimento alla lettura dei referti di screening mammografico –, il rafforzamento dell’emergenza-urgenza e della rete 118, oltre allo sviluppo di setting assistenziali condivisi in relazione alle Case di Comunità e agli Ospedali di Comunità di Cairo Montenotte (Savona) e Ceva (Cuneo). Ulteriori sforzi saranno dedicati all’utilizzo congiunto del personale medico per far fronte alle carenze di organico e migliorare i tempi di attesa.

L’assessore piemontese Riboldi ha sottolineato che nell’ultimo periodo sono stati compiuti interventi significativi per potenziare l’ospedale di Ceva, con investimenti tecnologici, il rafforzamento della rete territoriale e un piano di sicurezza antisismica. Ha inoltre evidenziato come l’accordo con la Liguria si inserisca in questo contesto, puntando a migliorare la copertura dei medici e la collaborazione tra le due regioni in diversi ambiti sanitari.

Secondo Nicolò, “la sanità deve superare i confini amministrativi quando questi rischiano di creare disagi, mettendo al centro la prossimità e la qualità dell’assistenza.” Ha inoltre precisato che l’intesa con il Piemonte è finalizzata a consolidare “un modello organizzativo moderno, sostenibile e capace di garantire pienamente i livelli essenziali di assistenza, valorizzando le sinergie tra territori e professionisti.”

L’accordo formalizzato con una dichiarazione di intenti tra Ats Liguria e Asl Cn1 rappresenta un passo verso una gestione integrata e coordinata dell’assistenza territoriale e ospedaliera nelle aree di confine, con l’obiettivo di migliorare l’efficacia e la sostenibilità dei servizi sanitari per le comunità locali.

(Red. Corsara)

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