Myplant & Garden 2026 a Milano riunisce 800 espositori e buyer da 47 Paesi

Vivaismo, floricoltura e tecnologie su 60.000 mq con oltre 200 delegazioni internazionali.

Economia | Il settore del florovivaismo italiano si conferma un comparto di rilievo nell’ambito dell’agroindustria nazionale, con una produzione che nel 2024 ha superato i 3,25 miliardi di euro, segnando una crescita del 3,5% rispetto all’anno precedente e un aumento superiore al 30% in dieci anni. Parallelamente, l’export ha raggiunto quota 1,2 miliardi di euro, mantenendo l’Italia al terzo posto nella graduatoria mondiale dei maggiori esportatori di piante e fiori.

Questi dati emergono alla vigilia della decima edizione di Myplant & Garden, il Salone internazionale del Verde professionale, in programma dal 18 al 20 febbraio 2026 a Fiera Milano Rho. L’evento riunisce circa ottocento espositori, di cui il 20% provenienti dall’estero, e attira delegazioni di buyer da 47 Paesi, con una crescente presenza di mercati ad alta capacità di spesa provenienti dal Medio Oriente e dall’Asia centrale, a testimonianza della dimensione globale del settore.

La distribuzione geografica della produzione italiana vede in testa la Toscana, seguita da Liguria, Sicilia, Lombardia, Lazio, Campania, Puglia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte. La maggior parte di queste regioni ha registrato incrementi produttivi pari o superiori al 3%, ad eccezione di Campania e Puglia che, pur in crescita, hanno mostrato tassi inferiori.

Sul fronte commerciale, i principali mercati di destinazione dell’export italiano rimangono Francia, Paesi Bassi, Germania, Svizzera e Regno Unito. Le importazioni si concentrano invece soprattutto su Paesi Bassi, Francia, Spagna, Germania e Grecia.

Il salone milanese riflette l’espansione del settore non solo in termini di valore economico, ma anche nella sua articolazione produttiva e tecnologica, con una superficie espositiva di 60.000 metri quadrati che copre tutta la filiera: dal vivaismo alla floricoltura, dal paesaggio ai servizi, fino ai macchinari e alle tecnologie per la gestione del verde. Quest’ultimo segmento è direttamente collegato agli investimenti pubblici e privati in rigenerazione urbana, infrastrutture sportive e grandi eventi internazionali.

Il vivaismo, che rappresenta oltre la metà del valore della produzione nazionale con un fatturato superiore a 1,7 miliardi di euro, si confronta durante la manifestazione con i settori della progettazione e gestione del verde urbano e degli eventi di rilievo. La floricoltura, con un valore vicino a 1,5 miliardi di euro, consolida la sua presenza nei principali mercati europei.

A livello europeo, il comparto florovivaistico ha raggiunto nel 2024 un valore produttivo di circa 24,5 miliardi di euro, a cui si aggiungono 29 miliardi per il vivaismo e 101 milioni per la produzione di bulbi, secondo dati CREA e AIPH.

Oltre ai numeri economici, il settore è sempre più considerato un elemento strategico per la qualità della vita urbana e la resilienza climatica. Studi recenti indicano che il verde contribuisce a ridurre le temperature delle città fino a 1–1,5 gradi, migliora la qualità dell’aria e può incidere positivamente sulla salute pubblica, diminuendo l’incidenza di malattie cardiovascolari e mitigando i rischi idrogeologici. Questo ruolo assume particolare importanza in un Paese come l’Italia, dove nel 2025 i danni da eventi climatici sono stimati in quasi 12 miliardi di euro.

Myplant & Garden rappresenta quindi un punto di riferimento per un comparto che coinvolge circa 17.500 imprese e oltre 45.000 ettari coltivati, contribuendo per l’8% alle produzioni vegetali nazionali. La manifestazione, che si rivolge a operatori professionali, è organizzata da V Group (Gruppo IEG) e prevede una forte partecipazione internazionale, con oltre 160 giornalisti già accreditati per l’appuntamento del 2026.

(Red. Corsara)

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