Politica / Sanità | Dopo oltre un quarto di secolo di attività, Federsanità Anci Liguria modifica il proprio assetto istituzionale, cessando la sua attività come associazione autonoma per integrarsi in una Commissione permanente all’interno di Anci Liguria. Fondata nel 1999 con l’obiettivo di creare un dialogo stabile tra aziende sanitarie locali e amministrazioni comunali, l’organismo mantiene così la sua presenza nel panorama regionale, pur in una forma diversa.
L’associazione ha svolto un ruolo di raccordo tra i diversi attori del sistema socio-sanitario ligure, favorendo un confronto diretto tra i Sindaci e le strutture sanitarie. La scelta di trasformarsi in commissione nasce in un contesto di riorganizzazione delle aziende sanitarie regionali, che hanno visto la scomparsa delle ASL, e di evoluzione delle politiche sociali e sanitarie integrate.
Luigi Carlo Bottaro, che ha guidato Federsanità nell’ultimo decennio, ha evidenziato l’importanza del dialogo come strumento per tradurre le normative in risposte adatte alle esigenze locali: “Le risposte socio-sanitarie non possono essere solo l’applicazione di normative fredde, ma devono adattarsi alle problematiche del singolo quartiere o del piccolo comune”. Bottaro ha inoltre sottolineato come, nonostante limiti strutturali come il sottofinanziamento e la carenza di personale, la fiducia reciproca tra enti locali e aziende sanitarie abbia rappresentato un elemento vincente nel percorso intrapreso.
Anche Claudio Montaldo, vicepresidente dell’associazione, ha richiamato la specificità della scelta iniziale di Federsanità, fondata su un approccio che ha privilegiato la prevenzione, un tema spesso citato ma poco praticato in ambito sanitario. Montaldo ha annunciato che la nuova Commissione manterrà il nome e il logo di Federsanità, con l’intenzione di proseguire il ruolo di interlocutore privilegiato per le istituzioni regionali e nazionali.
“L’esperienza di Federsanità Anci Liguria – spiega il Direttore generale di Anci Liguria Pierluigi Vinai – è nata per far dialogare due mondi che spesso marciavano a velocità diverse: le Aziende Sanitarie e i Comuni. L’obiettivo è stato quello di creare un linguaggio comune tra i Direttori generali delle ASL e i Sindaci, affinché le decisioni andassero di pari passo con le esigenze sociali del territorio. Ora che le ASL non esistono più, termina anche l’esperienza Federsanità, così come è stata finora. Federsanità cambia pelle e viene inglobata in Anci Liguria, ma il concetto cardine rimane sempre la necessità di integrare le politiche sociali con quelle sanitarie”.
Il passaggio da associazione autonoma a commissione tecnica all’interno di Anci Liguria dovrebbe garantire un coinvolgimento diretto nei processi decisionali, con l’intento di influenzare la programmazione socio-sanitaria regionale. In questo contesto, Federsanità si propone di contribuire attivamente alla definizione del Piano Sociale Integrato Regionale (PSIR), la cui scadenza è prevista per il 2026.
Per documentare l’esperienza accumulata, il segretario generale di Federsanità, Luca Petralia, ha presentato un “quaderno di appunti” che ripercorre le principali tappe dal 1999 a oggi, con particolare attenzione alla gestione della pandemia e alle buone pratiche nelle zone interne della regione. Petralia ha precisato che il documento non vuole essere una celebrazione del passato, bensì uno strumento per favorire il confronto e la pianificazione futura.
Resta dunque aperto il dibattito sulle modalità con cui le istituzioni liguri intendono proseguire il coordinamento tra salute e politiche sociali, in un quadro caratterizzato da limitazioni di risorse e da nuove sfide demografiche e territoriali.
(Red. Corsara)
