Attualità | Ad Albenga è stata presentata una mozione regionale che propone l’introduzione del termine “atèfano” nel lessico ufficiale della Regione Liguria per indicare il dolore dei genitori che hanno perso un figlio. L’iniziativa è stata portata avanti dal consigliere di Forza Italia Angelo Vaccarezza, in collaborazione con l’associazione “Rachele Franchelli – Uno Sguardo Senza Confini APS”, fondata dalla famiglia di Rachele Franchelli, una giovane albenganese scomparsa nel 2024 a 16 anni a causa di un tumore raro.
L’associazione, rappresentata in conferenza stampa dalla madre e dal fratello di Rachele, Silvia e Gastone Franchelli, ha spiegato che il termine “atèfano” nasce dall’esigenza di colmare un vuoto linguistico. La parola, di origine greca, si costruisce con il prefisso privativo “a-”, la radice “té-” da “téknon” (figlio) e il suffisso “-fano” derivato da “orphanòs” (privo, orfano). L’obiettivo è dare un nome al dolore specifico della perdita di un figlio, rendendolo più riconoscibile e favorendo così una maggiore comprensione e sostegno da parte della comunità.
Vaccarezza ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa, evidenziando la necessità di un riconoscimento istituzionale per un termine che, pur non essendo ancora ufficialmente accolto dalla lingua italiana, potrebbe trovare spazio nell’uso quotidiano e negli atti ufficiali regionali: “Quando questa terribile condizione dovrà essere descritta, Regione Liguria avrà un termine per farlo”. Inoltre, ha annunciato l’intenzione di estendere la proposta a livello nazionale, coinvolgendo Ministero e Governo.
Nel corso della conferenza è stato letto un messaggio della Vicepresidente di Regione Liguria e Assessore Simona Ferro, che ha espresso sostegno alla proposta: “Il termine ‘atèfano’ nasce con l’intento di colmare un vuoto linguistico nel nostro vocabolario, vista l’assenza di termini che si riferiscono alla drammatica condizione di un genitore che affronta la perdita di un figlio. Dare un nome a una condizione significa riconoscerla e stringersi attorno a chi la vive.”
Anche il consigliere provinciale di Savona Matteo Mirone ha manifestato adesione all’iniziativa, annunciando che proporrà alla Provincia di sostenere l’introduzione del termine nell’uso e negli atti ufficiali dell’ente.
(Red. Corsara)
