Giovani imprenditori liguri chiedono chiarezza sulle normative commerciali internazionali

Il Comitato Regionale Ligure di Confindustria sollecita stabilità normativa per favorire investimenti e crescita nel settore produttivo

Fabiano Gollo
Fabiano Gollo

Economia / Politica | Le imprese liguri rappresentate dal Comitato Regionale Ligure Giovani Imprenditori di Confindustria hanno rivolto un appello alle istituzioni europee e nazionali, chiedendo maggiore chiarezza e stabilità nelle normative che regolano gli accordi commerciali internazionali. La richiesta nasce in particolare dal dibattito sull’accordo tra Unione Europea e Mercosur, l’insieme dei Paesi sudamericani che include Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, con l’obiettivo di ridurre dazi e barriere commerciali per favorire lo scambio internazionale.

Il Comitato ha sottolineato come l’incertezza normativa e i ritardi decisionali influenzino negativamente il sistema produttivo locale, specie in una regione come la Liguria, caratterizzata da una forte vocazione logistica e manifatturiera e da imprese con una significativa proiezione internazionale. Tali condizioni, secondo i giovani imprenditori, provocano continui rinvii negli investimenti e rallentamenti nelle strategie industriali, incidendo anche sulla capacità delle nuove generazioni di imprenditori di programmare e assumersi rischi sul lungo termine.

Il presidente del Comitato, Fabiano Gollo, ha evidenziato che «il nodo principale non è la valutazione politica del singolo accordo, ma la necessità di garantire stabilità a chi investe e pianifica nel lungo periodo». Ha aggiunto che le imprese necessitano di «tempi certi e regole prevedibili per poter decidere e programmare il futuro». Questa sollecitazione non riguarda quindi l’approvazione o meno dell’intesa commerciale, ma la richiesta di un quadro normativo stabile e trasparente.

I giovani imprenditori liguri sottolineano inoltre il ruolo cruciale delle imprese come pilastri dell’ecosistema economico e mettono in guardia dalle conseguenze di normative poco definite, che possono compromettere la competitività, l’occupazione e la capacità di innovare del sistema industriale. La lettera aperta si propone di raccogliere adesioni all’interno del mondo imprenditoriale regionale e nazionale, con l’intento di trasformare questa posizione in una voce condivisa e rappresentativa.

Il documento si conclude con una richiesta rivolta alle istituzioni affinché vengano rapidamente definite «cornici regolatorie stabili e processi decisionali trasparenti sui dossier commerciali internazionali». L’obiettivo dichiarato è avviare un dialogo ampio con associazioni e imprese per consolidare una posizione che favorisca la competitività del sistema produttivo e fornisca certezze a chi investe nel futuro.

(Red. Corsara)

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