Antonio Stalla, ultimo partigiano di Alassio e Laigueglia, è morto a 96 anni

Antonio "Tonino" Stalla, ex staffetta partigiana è deceduto a 96 anni dopo una vita segnata dalla Resistenza e dall’impegno politico e civile

Antonio Stalla

Cronaca | Si è spento all’età di 96 anni Antonio Stalla, noto come “Tonino”, ultimo partigiano di Alassio e Laigueglia, figura significativa della Resistenza locale. Stalla, che ha trascorso la sua vita impegnata in ambito politico e sociale, è deceduto nella notte nella sua abitazione, accompagnato dal nipote Alessio Marri. Era vedovo di Maria Pia Panciroli, con la quale aveva celebrato 60 anni di matrimonio.

Figlio di Virgilio Stalla, medaglia d’oro alla Resistenza, Antonio ha vissuto personalmente le dure conseguenze del regime fascista. Staffetta partigiana, arrestato quattro volte, subì torture e detenzioni, tra cui un periodo nel lager di Merello di Spotorno, da cui partivano i convogli diretti ad Auschwitz. Nel 1936, quando aveva solo sei anni, assistette all’arresto del padre da parte dell’Ovra per attività antifasciste che portarono alla distruzione della tipografia di famiglia. Virgilio Stalla morì giovanissimo a seguito di un infarto causato dai maltrattamenti subiti durante la detenzione.

Antonio Stalla si assunse presto la responsabilità economica della famiglia e mantenne un profondo impegno politico. Negli anni Settanta fu segretario del Partito Comunista Italiano a Laigueglia, portando il partito a risultati elettorali significativi in un territorio tradizionalmente dominato dalla Democrazia Cristiana.

Tra coloro che hanno riconosciuto la sua dedizione politica figura Giancarlo Garassino, ex vice sindaco ed esponente democristiano, che pur non condividendo le sue idee ha sottolineato il rispetto e la passione che caratterizzavano il suo operato.

Al di là dell’impegno politico, Stalla era conosciuto come un uomo instancabile, impegnato in attività rurali e di pesca, e tra i fondatori della squadra antincendio di Laigueglia. Nel 2020, in un’intervista rilasciata in occasione del 25 Aprile all’agenzia Dire, ha raccontato le difficoltà vissute durante il fascismo, ribadendo che “qualsiasi democrazia, financo la peggiore, era e sarà sempre meglio della migliore delle dittature”.

La notizia della sua scomparsa è stata diffusa dalle figlie Nadia, Norma e Nicla insieme alla nipote Sofia. Stalla lascia un’eredità legata alla memoria della Resistenza e alla storia politica del territorio savonese.

(Red. Corsara)

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