Politica | La classificazione dei Comuni montani in Italia ha superato una fase di stallo grazie a un accordo raggiunto in sede di Conferenza Unificata, che ha coinvolto Regioni, Province e Comuni. Il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, ieri ha reso noto che la nuova intesa definisce i criteri per identificare i Comuni montani, aggiornando così la loro catalogazione.
Secondo la nuova classificazione, saranno considerati montani 3.715 Comuni italiani, 142 di questi in Liguria. L’accordo riguarda in particolare le modalità di prima applicazione dei criteri. Dal punto di vista istituzionale, è stata raggiunta un’intesa con Comuni e Province, mentre le Regioni si sono espresse a maggioranza favorevole, pur senza un consenso unanime. Tuttavia, le Regioni hanno votato all’unanimità una deroga sul termine di 30 giorni per il procedimento in Consiglio dei Ministri, consentendo così di procedere con l’iter previsto.
Calderoli ha sottolineato che il lavoro svolto ha tenuto conto delle “reali criticità tipiche della montagna” e ha evidenziato la volontà di trovare un equilibrio condiviso, pur riconoscendo la complessità del tema. L’accordo rappresenta dunque un passo avanti per superare le incertezze legate alla definizione di questi territori, con l’obiettivo di garantire un riconoscimento più preciso e funzionale ai bisogni degli enti locali interessati.
Il percorso di revisione dei criteri per i Comuni montani era infatti fermo da tempo, con un dibattito acceso sulle modalità di classificazione e sulle implicazioni amministrative e finanziarie per gli enti coinvolti. La nuova intesa si propone di fornire un quadro più chiaro, facilitando l’applicazione delle norme e la programmazione degli interventi nelle aree montane.
(Red, Corsara)
