Pd Liguria contesta la riforma della portualità di Salvini e Rixi

Natale e Bianchi denunciano la riduzione di investimenti e chiede un confronto con enti e operatori locali

Politica | Il Partito Democratico della Liguria si oppone con fermezza alla riforma della portualità proposta dal ministro Matteo Salvini e dal suo vice, il ligure Edoardo Rixi. Secondo il segretario regionale Davide Natale e il responsabile economia Matteo Bianchi, la legge rischia di sottrarre alle Autorità di Sistema Portuale competenze decisive nella gestione degli investimenti e delle attività portuali, con conseguenze negative per lo sviluppo economico e occupazionale delle aree interessate.

La riforma, che punta a centralizzare le decisioni sugli investimenti infrastrutturali a livello nazionale, è vista da Pd Liguria come un passo indietro rispetto all’autonomia delle autorità locali. “Dai territori sta partendo una spinta forte per bloccare una riforma che sottrae alle autorità la capacità di decidere, programmare e realizzare quanto pianificato,” sostiene Natale. La proposta, spiegano i democratici, comporterebbe inoltre una significativa riduzione delle risorse economiche a disposizione dei porti liguri: circa 31 milioni di euro in meno per il sistema Genova-Savona e 13 milioni per quello della Spezia.

Per Natale e Bianchi questa riduzione delle risorse, sommata alla perdita di autonomia decisionale, rappresenta un danno rilevante per l’economia regionale. “Ci domandiamo come sia possibile che il ministro Salvini e il suo vice Rixi continuino ad attuare politiche così centraliste e drammaticamente penalizzanti per i sistemi portuali e logistici del Paese,” affermano.

Il Partito Democratico chiede pertanto un confronto più ampio e partecipato con le Autorità di Sistema, gli enti locali, i lavoratori e le imprese del settore, auspicando che si riparta dalle risoluzioni già votate dal Parlamento per evitare imposizioni “incomprensibili” da parte del Ministero.

(Red. Corsara)

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