Economia | A Torino, migliaia di produttori agricoli italiani, tra cui rappresentanti della Liguria, si sono mobilitati per chiedere un rafforzamento dei controlli sui prodotti agroalimentari importati da Paesi extra Unione Europea. L’iniziativa al Lingotto è stata organizzata da Coldiretti, che denuncia come le verifiche attuali sulle merci extra Ue riguardino in media solo il 3% dei casi, esponendo così il mercato europeo a rischi legati alla sicurezza alimentare e alla concorrenza sleale.
Nel 2025 sono già stati registrati 230 allarmi alimentari relativi a prodotti provenienti da Paesi extra Ue, secondo i dati del sistema di allerta rapido europeo (Rasff). Tra le criticità segnalate figurano residui di pesticidi vietati, microrganismi patogeni, micotossine, metalli pesanti e additivi proibiti. La questione riguarda in particolare la carne congelata, la cui importazione in Italia è aumentata del 30% nel 2025, e il riso, per lo più proveniente dall’Asia, spesso coltivato con sostanze non consentite in Europa.
Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria, ha sottolineato come i produttori locali soffrano per la concorrenza di prodotti esteri che non rispettano le normative europee: “I nostri agricoltori, florovivaisti e allevatori non possono continuare a subire una concorrenza sleale da prodotti che arrivano dall’estero senza rispettare le stesse regole sanitarie, ambientali e sociali imposte alle imprese europee”. Boeri ha inoltre evidenziato il rischio per la salute dei consumatori e per il reddito delle aziende agricole liguri, orientate a qualità, sicurezza e sostenibilità.
Particolarmente rilevante in Liguria è il settore del florovivaismo, che secondo Coldiretti viene penalizzato dall’importazione di piante e fiori da Paesi extra Ue come il Kenya. Secondo stime statistiche, nel 2024 il valore di tali importazioni ha raggiunto 41 milioni di euro, con un’ulteriore crescita dell’8% nei primi dieci mesi del 2025. “I nostri vivaisti si trovano in difficoltà – ha spiegato Bruno Rivarossa, delegato confederale di Coldiretti Liguria – a causa di prodotti provenienti da Paesi che non rispettano diritti dei lavoratori e standard ambientali europei. È indispensabile applicare il principio di reciprocità”.
Durante la mobilitazione è stata allestita una tavola simbolica che ha confrontato le eccellenze del Made in Italy con prodotti esteri soggetti a controlli minimi. Coldiretti chiede anche l’abolizione del codice doganale dell’ultima trasformazione, criticato perché permette di far apparire come italiani prodotti in realtà importati, e propone di rafforzare i controlli alle frontiere, assegnando all’Italia la sede dell’Authority doganale europea, una richiesta sostenuta dal governo italiano anche su impulso dell’organizzazione agricola.
L’iniziativa ha visto a Torino la partecipazione del presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini, del segretario generale Vincenzo Gesmundo e dei presidenti regionali, tra cui Gianluca Boeri per la Liguria. Per Boeri e Rivarossa la manifestazione rappresenta “una risposta concreta per difendere territori, lavoro, paesaggio e la fiducia dei consumatori”.
(effe / Red. Corsara)





