Diplomazia culturale e giornalismo | Si è svolta nei giorni scorsi a Venezia la trentesima edizione del Seminario per la stampa britannica, un appuntamento consolidato nella diplomazia pubblica italiana che da tre decenni facilita il dialogo tra media del Regno Unito e rappresentanti delle istituzioni, dell’economia e della cultura italiane. Organizzato dall’Ambasciata d’Italia a Londra, guidata da Inigo Lambertini, il seminario si è svolto dal 15 al 18 gennaio 2026, articolandosi in una serie di incontri riservati che hanno offerto ai giornalisti britannici un approfondimento sulle politiche italiane, con particolare attenzione alla politica estera e alle questioni economiche.
L’edizione di quest’anno ha assunto un rilievo istituzionale particolare anche grazie all’accoglienza ufficiale fatta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai partecipanti, in un incontro al Quirinale il 15 gennaio. Nel suo intervento di saluto, Mattarella in quell’occasione ha sottolineato il ruolo cruciale della libertà di stampa come fondamento della democrazia, evidenziando la rilevanza del rapporto tra Italia e Regno Unito: «I rapporti culturali, politici, economici tra Londra e Roma sono di lunga data e tante volte è stato possibile lavorare su obiettivi convergenti». Il presidente ha inoltre ricordato la visita di Stato dell’anno precedente dei sovrani britannici, definendola «una visita che ha rivestito grande e concreto significato».
«Il Regno Unito ha ricoperto un ruolo fondamentale nella nascita del giornalismo moderno, rappresentando, sovente, un esempio di professionalità, di indipendenza, di imparzialità» ha detto il presidente richiamando un periodo particolarmente “eroico” del mestiere. Il discorso di Mattarella ha riservato un’attenzione particolare al valore del giornalismo libero, definito «antidoto contro gli abusi, contro manipolazioni ad opera di poteri pubblici e privati, contro opacità e menzogne». Ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà e i rischi affrontati dai giornalisti nei contesti di repressione e conflitto, citando in particolare la situazione in Iran: «Occultare quanto avviene – le manifestazioni di piazza, la repressione, le uccisioni – è stata la prima preoccupazione di un regime che ha tentato di bloccare l’accesso alle fonti di informazione». Il Presidente ha inoltre ricordato che nel 2025 oltre 120 operatori dell’informazione hanno perso la vita nei conflitti, molti nella Striscia di Gaza, segnalando così il costo umano spesso nascosto dietro il lavoro giornalistico.
Il Seminario di Venezia, ospitato in parte nella storica cornice di Palazzo Cavalli Franchetti, ha visto la partecipazione di rappresentanti di primo piano della politica italiana, del mondo finanziario e imprenditoriale, tra cui il Presidente del Gruppo di Amicizia Parlamentare Italia-Regno Unito Alessandro Cattaneo e il Ministro del Turismo Daniela Santanchè. I lavori si sono concentrati su temi di attualità geopolitica, economica e tecnologica, affrontando questioni quali il ruolo strategico delle infrastrutture critiche, il turismo sostenibile, l’intelligenza artificiale e il futuro del giornalismo.
La formula del seminario, improntata alla riservatezza secondo la cosiddetta “Chatham House Rule”, ha favorito un confronto aperto e diretto tra i partecipanti, consentendo di approfondire le sfide globali e il posizionamento dell’Italia in ambito internazionale. Tra le aziende italiane coinvolte figurano realtà di rilievo come Intesa Sanpaolo, Leonardo, Eni e Ferrovie dello Stato International, testimonianza dell’interesse del mondo economico italiano a mantenere un dialogo costante con il Regno Unito.
I rapporti tra Italia e Regno Unito si fondano su radici storiche profonde e su una rete capillare di collaborazioni che coinvolgono istituzioni pubbliche, comunità italiane residenti nel Regno Unito (oltre 527 mila iscritti all’AIRE), enti culturali e accademici. Sul piano politico, i due Paesi condividono valori fondamentali quali la difesa della democrazia, la promozione dei diritti umani, la sicurezza internazionale e la cooperazione economica multilaterale, con una comune partecipazione a organizzazioni come l’ONU e la NATO.
L’intensità delle relazioni bilaterali si riflette anche in un dialogo costante su dossier quali la stabilità nel Mediterraneo, la lotta ai cambiamenti climatici e lo sviluppo sostenibile. In questo contesto si inserisce il Seminario di Venezia, che rappresenta una piattaforma privilegiata per rafforzare la comprensione reciproca e la collaborazione tra Italia e Regno Unito attraverso il confronto diretto con la stampa britannica.
(effe / Red. Corsara)
