Sanità | L’Ospedale territoriale San Giuseppe di Cairo si prepara a potenziare la propria attività chirurgica con l’aumento delle sedute operatorie e l’introduzione di interventi dedicati alla terapia del dolore. A partire dalla prossima settimana, saranno aggiunte due sedute settimanali per procedure antalgiche ecoguidate, eseguite dagli specialisti della Rete delle Cure Palliative, un ampliamento che si affianca all’incremento degli interventi di chirurgia ambulatoriale a bassa complessità già in corso.
Il blocco operatorio del presidio sanitaro savonese ha ripreso la sua attività a ottobre 2024 dopo una pausa, e nei primi due mesi successivi ha raggiunto e superato i 1000 interventi, arrivando a circa 1200 alla fine dello scorso anno. Le operazioni riguardano principalmente chirurgia generale, della mano, plastica e dermatologia, con procedure frequenti quali la riparazione di ernie inguinali e ombelicali, il trattamento della sindrome del tunnel carpale e del dito a scatto e la rimozione di neoformazioni cutanee.
Secondo i dati forniti dall’Asl, nel 2025 sono stati eseguiti 260 interventi di chirurgia generale, 315 di chirurgia della mano, 405 di chirurgia plastica e 220 di dermatologia, per un totale di 1200 procedure. L’organizzazione dell’attività permette di gestire interventi meno complessi direttamente a Cairo, mentre quelli più delicati o destinati a pazienti fragili vengono indirizzati verso altri presidi della rete sanitaria regionale.
L’assessore alla Sanità della Regione Liguria, Massimo Nicolò, ha commentato l’ampliamento dell’attività evidenziando come «l’incremento dell’attività chirurgica e l’introduzione delle sedute di Terapia del Dolore rappresentano una risposta concreta e misurabile al problema delle liste di attesa», sottolineando l’intento di «rafforzare la rete, specializzare le strutture e rendere il sistema sanitario più efficiente e vicino ai bisogni reali delle persone».
Marco Damonte Prioli, direttore generale di ATS Liguria, ha definito «buona pratica gestionale» l’assegnazione di specifiche attività agli ospedali, riconoscendo nel «fare rete» una strategia essenziale per realizzare un sistema sanitario capace di rispondere coerentemente alle necessità della popolazione a livello territoriale, provinciale e regionale.
Da parte sua, Monica Cirone, coordinatore di ASL 2-ATS Liguria, ha spiegato che l’ampliamento del blocco operatorio risponde alla crescente domanda di interventi a bassa complessità e alla necessità di ridurre le liste di attesa: «Grazie alla collaborazione tra equipe mediche e infermieristiche e al supporto degli anestesisti, abbiamo organizzato una programmazione che consente di utilizzare le sale operatorie per 12 ore al giorno, tre giorni alla settimana». Ha inoltre aggiunto che l’obiettivo è continuare a incrementare l’attività per sfruttare appieno le potenzialità del presidio, una risorsa strategica per la provincia di Savona e per il sistema ligure.
Il Centro di chirurgia ambulatoriale di Cairo è operativo dalle 7 alle 19, con un team integrato di infermieri e operatori socio-sanitari che seguono il paziente dall’accettazione alla dimissione, comprese le procedure amministrative. La presenza costante del medico anestesista garantisce la gestione completa dell’iter clinico, dalla visita iniziale all’intervento fino alla dimissione in sicurezza.
Infine, Luca Corti, direttore del Distretto Valbormida, ha rivolto un ringraziamento ai professionisti coinvolti, riconoscendo il loro contributo fondamentale nel raggiungimento di questi risultati a beneficio della comunità locale.
(Red. Corsara)
