Ritardi nei pagamenti alle pubbliche assistenze in Liguria

Due interrogazioni in Consiglio regionale sollevano il problema e la Giunta risponde sui tempi di pagamento

Politica / Sanità | Il Consiglio regionale della Liguria ha affrontato la questione dei ritardi nei pagamenti alle pubbliche assistenze, che secondo le associazioni di settore stanno mettendo a rischio il regolare svolgimento delle attività e il pagamento dei dipendenti. Sul tema sono state presentate due interrogazioni, una dal consigliere Stefano Giordano del Movimento 5 Stelle e l’altra da Federico Romeo del Partito Democratico.

Giordano ha sollecitato la Giunta affinché garantisca il rispetto delle scadenze nei pagamenti dovuti da aziende ed enti del servizio sanitario regionale alle pubbliche assistenze, denunciando ritardi che in alcuni casi si protrarrebbero da tre o quattro mesi. Questi ritardi, secondo il consigliere, causano difficoltà nella gestione ordinaria delle attività e nel regolare pagamento del personale.

Federico Romeo ha chiesto alla Giunta di chiarire le cause specifiche di questi ritardi e quali azioni siano state adottate per superare l’arretrato. Romeo ha citato denunce delle associazioni che segnalano ritardi fino a cinque mesi e un arretrato complessivo stimato in diversi milioni di euro.

In risposta, l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Nicolò, ha affermato che i tempi medi di pagamento nelle cinque ex Asl rientrano nei limiti previsti, ovvero 60 giorni dal ricevimento della fattura. Ha inoltre sottolineato che, con la ripresa ordinaria delle attività amministrative di ATSL dopo la riforma sanitaria, è possibile escludere problemi nei pagamenti futuri relativi alle prestazioni di trasporto sanitario. L’assessore ha precisato che tutte le fatture scadute per questo tipo di prestazioni sono state messe in pagamento il 16 e il 19 gennaio 2026.

Sul tema, il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Stefano Giordano, ha espresso forti preoccupazioni: «I ritardi nei pagamenti rischiano di mettere in ginocchio le Pubbliche Assistenze. L’assessore alla Sanità ha sostanzialmente negato la veridicità di quanto affermato dalle stesse PA e ha invitato noi dell’opposizione a metterci d’accordo con le associazioni. Peccato che i ritardi, a causa dei quali le Pubbliche non riescono a pagare dipendenti, carburante e assicurazioni, siano noti da tempo e oggi siano nell’ordine di tre-quattro, se non addirittura cinque mesi». Giordano ha aggiunto che «intervenire quando i problemi sono ormai evidenti non è mai una buona pratica, soprattutto quando si tratta di servizi essenziali come quelli sanitari». Il capogruppo ha inoltre annunciato che verificheranno la situazione contattando direttamente le singole pubbliche assistenze, invitando la Giunta a non ritardare mai più risorse vitali per il servizio sanitario regionale.

Anche il consigliere regionale del Pd, Federico Romeo, ha sottolineato che «i tempi di pagamento non possono essere considerati ordinari quando arrivano a tre, quattro, a volte cinque mesi di ritardo. Questo non è accettabile e non è rispettoso del lavoro prezioso che le Pubbliche Assistenze svolgono quotidianamente sul territorio». Romeo ha riconosciuto positivamente che «le fatture siano state finalmente messe in pagamento, ma questo non basta». Ha precisato che «la Regione ha il compito preciso di garantire che i pagamenti avvengano nei tempi corretti, perché da quelle risorse dipende la possibilità delle associazioni di sostenere i costi del personale, del carburante e di assicurare la continuità dei servizi di emergenza e di assistenza». Ha concluso affermando che «le Pubbliche Assistenze devono essere messe nelle condizioni di fare il loro lavoro, perché sono una parte essenziale del sistema di tutela e sicurezza delle nostre comunità».

La vicecapogruppo del Pd in Regione, Katia Piccardo, ha espresso preoccupazione per le conseguenze dei ritardi: «Il ritardo accumulato genera grande apprensione nei comitati, sia di Croce Rossa che delle Pubbliche Assistenze. Ristorare realtà così preziose con un ritardo così dilatato è miope e molto preoccupante per la tenuta stessa dei servizi di emergenza, urgenza e per i servizi programmati, anch’essi fondamentali per l’assistenza alla popolazione». Ha inoltre sottolineato la necessità di «garantire risorse a chi, spesso con volontari, rappresenta un presidio vitale per la comunità e non fa mai venire meno il proprio prezioso supporto al sistema sanitario». Conclude rivolgendosi alla Regione: «Dimostri maggiore senso di responsabilità da qui in avanti».

(Red. Corsara)

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