Attualità | In occasione del Giorno del Ricordo, venerdì 23 gennaio alle ore 17, presso la Sala del Podestà nella Torre Civica di Albenga, sarà presentato il libro di Tommaso Piffer dal titolo Sangue sulla Resistenza. Storia dell’eccidio di Porzûs. L’iniziativa, promossa dal Dopolavoro Ferroviario e dal Raggruppamento Ingauno Volontari della Libertà, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Albenga, ANED-Sezione Provinciale di Savona, Centro Pannunzio di Torino e con il patrocinio dell’Istituto Storico per la Resistenza e l’Età Contemporanea di Imperia, intende approfondire uno degli episodi più controversi della Resistenza italiana.
L’eccidio di Porzûs, avvenuto il 7 febbraio 1945, coinvolse un commando di partigiani comunisti italiani legati agli slavi di Tito, che attaccarono un gruppo di partigiani cattolico-liberali della Brigata Osoppo, stanziati nelle malghe di Porzûs, vicino al confine sloveno. Tra le vittime si contarono anche figure di rilievo come il comandante della brigata, Francesco De Gregori, e Guido Pasolini, fratello del regista Pier Paolo Pasolini. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito questi episodi “il conflitto più torbido avvenuto nel nostro Paese all’interno del movimento di liberazione dal nazifascismo”.
Il contesto storico in cui si inserisce la vicenda è caratterizzato da tensioni non solo ideologiche ma anche territoriali. Nel 1943-1945, lungo il confine alpino, si verificarono scontri tra partigiani di differenti orientamenti politici, come le “Stelle Rosse” liguri e i “Badogliani” piemontesi, uniti nella lotta contro l’occupazione nazifascista. Tuttavia, il confine orientale d’Italia fu teatro di un confronto più ampio, che rifletteva la competizione tra il blocco socialista sovietico e l’Occidente, con interessi nazionali italiani che si scontravano con quelli jugoslavi.
Il libro di Tommaso Piffer si basa su un approfondito lavoro d’archivio che incrocia per la prima volta documenti inediti italiani e sloveni. L’autore, professore di Storia Contemporanea all’Università di Udine con esperienze di ricerca a Harvard e Cambridge, offre una nuova interpretazione dell’eccidio, individuando i mandanti e collocando l’episodio in un quadro più ampio della storia europea del Novecento. Piffer ha dichiarato che quanto accaduto a Porzûs “non è soltanto un fatto di frontiera, ma uno straordinario crocevia di tutta la storia del Novecento europeo”.
L’incontro sarà seguito da un dibattito e si concluderà con un apericena aperto ai partecipanti, alla presenza dell’autore. In concomitanza con la presentazione, la Torre Civica di Albenga ospita un’esposizione antologica delle opere dello scultore ingauno Flavio Furlani, prorogata fino al 23 gennaio.
(effe / Red. Corsara)
