Commissione Europea, nuova Strategia Anti-Razzismo 2026-2030

La strategia punta a rafforzare leggi esistenti e supportare l’inclusione sociale in tutta l’Unione

Politica / Diritti | La Commissione europea ha adottato la nuova Strategia Anti-Razzismo per il periodo 2026-2030, rafforzando l’impegno dell’Unione nel contrasto a ogni forma di discriminazione razziale. L’obiettivo dichiarato è garantire un’Europa in cui tutti gli individui possano vivere senza ostacoli derivanti dal razzismo e partecipare pienamente alla società.

La nuova strategia si basa sulle precedenti iniziative dell’UE, in particolare sul piano d’azione anti-razzismo 2020-2025, che ha rappresentato la prima fase di un percorso volto a rimuovere le barriere legate alla discriminazione razziale in diversi ambiti, come l’istruzione, il lavoro, la sanità e l’abitare. Nonostante i progressi compiuti, un’indagine Eurobarometro recente evidenzia come quasi due cittadini su tre percepiscano ancora il razzismo come un problema diffuso nei loro Paesi.

Tra le principali misure previste, la Commissione intende rafforzare l’applicazione delle leggi anti-discriminazione esistenti, con particolare attenzione alla Direttiva sulla parità razziale del 2000, la cui applicazione sarà valutata nel 2026 per individuare eventuali lacune e valutare l’introduzione di sanzioni più severe. Il quadro normativo contro i discorsi e i crimini d’odio sarà potenziato, anche attraverso il rafforzamento dei diritti delle vittime previsti dalla Direttiva sui diritti delle vittime, e si valuterà un’armonizzazione delle definizioni relative ai reati di incitamento all’odio online, nel rispetto della libertà di espressione.

La strategia prevede inoltre il sostegno agli organismi per l’uguaglianza negli Stati membri, assicurandone l’indipendenza e le risorse necessarie per svolgere efficacemente il loro ruolo. Un’ampia campagna europea punta a sensibilizzare l’opinione pubblica e a coinvolgere i cittadini nella promozione dell’inclusione sociale.

Sul tema dell’accesso ai servizi essenziali, la Commissione si impegna a supportare iniziative per eliminare pregiudizi nelle pratiche sanitarie e migliorare le opportunità lavorative, oltre a condurre uno studio sui rischi e le soluzioni riguardanti l’abitare per i gruppi più vulnerabili. Inoltre, sarà rafforzata la raccolta e l’analisi dei dati relativi all’uguaglianza, nel rispetto delle legislazioni nazionali, per facilitare interventi mirati contro la discriminazione.

L’azione della Commissione si inserisce in un quadro di collaborazione che coinvolge istituzioni europee, Stati membri, autorità locali, organizzazioni della società civile e settore privato. Secondo Roxana Mînzatu, Vicepresidente esecutiva per i diritti sociali, «il razzismo non ha posto nella nostra Unione. Questa strategia trasforma il principio in azione, rafforzando l’applicazione delle nostre leggi e contrastando la discriminazione». Hadja Lahbib, Commissaria per l’uguaglianza, ha aggiunto: «In un momento in cui i diritti conquistati sono messi in discussione, l’Europa deve affermare con fermezza i propri valori. La strategia anti-razzismo è una scelta di leadership che difende la diversità e l’inclusione».

Il piano si propone di contrastare tutte le forme di razzismo, compreso quello anti-nero, antigipsy, antisemitico, anti-asiatico e anti-musulmano. Contemporaneamente la Commissione sosterrà gli Stati membri nell’attuazione delle proprie politiche nazionali e interverrà in caso di mancato rispetto delle normative anti-discriminazione.

Un rapporto sulla Direttiva sulla parità razziale sarà pubblicato entro la fine dell’anno, con particolare attenzione all’uso di strumenti basati sull’intelligenza artificiale potenzialmente responsabili di discriminazioni algoritmiche. L’attuazione complessiva della strategia sarà monitorata e sottoposta a una revisione di metà mandato. La nuova strategia anti-razzismo è illustrata in un documento di una ventina di pagine che si può leggere integralmente cliccando “Anti-Racism Strategy 2026” qui negli archivi del sito istituzionale della Commissione UE.

(effe / Red. Corsara)

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