Liguria, verso la revisione della classificazione dei comuni montani; polemiche tra Piana e Pd

La Liguria vede una riduzione più contenuta dei comuni montani, ma è polemica tra Piana e Partito Democratico.

Politica / Montagna | Prosegue il confronto sulla revisione della classificazione dei comuni montani, avviato dalla Commissione Montagna della Conferenza delle Regioni. L’obiettivo è elaborare una controproposta alternativa a quella del Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, che prevedeva una significativa riduzione del numero di comuni riconosciuti come montani, attualmente oltre 4.000, attraverso l’introduzione di nuovi criteri di selezione.

Dopo l’apertura del Ministro Calderoli a proseguire un confronto rapido e condiviso, le Regioni hanno tenuto incontri tecnici il 7, l’8 e il 9 gennaio per definire requisiti più adeguati a una nuova classificazione, con particolare attenzione alle specificità di alcune aree, come l’Appennino, secondo quanto richiesto anche dall’ANCI. Durante l’ultimo incontro politico della Commissione, si è discusso anche della possibilità di adottare deroghe per casi particolari e della situazione dei comuni enclave e dei cluster territoriali. La Commissione ieri ha annunciato l’intenzione di aggiornare il Ministro Calderoli sui progressi e di continuare a lavorare per una definizione condivisa dei criteri prima della prossima riunione della Conferenza Stato-Regioni (che dovrebbe tenersi il 15 gennaio).

In Liguria, la revisione continua a suscitare dibattito e polemiche politiche. Secondo il vicepresidente della Regione con delega alla Montagna, Alessandro Piana, la nuova classificazione rimodulata porterebbe a un aumento dei comuni montani riconosciuti nella regione, che passerebbero da 106, indicati nella proposta ministeriale iniziale, a 129, rispetto ai 166 originariamente riconosciuti. Piana ha sottolineato che la riduzione regionale risulta più contenuta rispetto alla media nazionale, stimata attorno al 40%, attestandosi intorno al 20%. Ha inoltre ricordato la possibilità di deroghe che consentirebbero ulteriori modifiche su criteri condivisi, in attesa della ratifica definitiva da parte della Conferenza Unificata delle Regioni.

Il Partito Democratico Liguria ha espresso critiche riguardo al processo di revisione. Il segretario regionale Davide Natale e il responsabile enti locali Gianluca Nasuti hanno chiesto maggiore trasparenza e un confronto con le amministrazioni locali e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI). Hanno inoltre sollevato dubbi sui parametri applicati, evidenziando il rischio di esclusione di alcune realtà territoriali con possibili conseguenze su risorse e servizi. In una nota, hanno dichiarato: «Il vicepresidente Piana festeggia il taglio del 20 per cento dei Comuni montani liguri: se non fosse una questione terribilmente seria, certe dichiarazioni meriterebbero soltanto una sonora risata». Hanno definito la decisione «un’ennesima scelta verticistica e centralistica» e confermato l’impegno a proseguire nel confronto per tutelare i territori montani.

Sul tema sono intervenuti anche il consigliere regionale Roberto Arboscello e il segretario PD Federazione Savona, Emanuele Parrinello, che hanno criticato la riduzione del numero dei comuni montani in provincia di Savona. Hanno chiesto al vicepresidente Piana di chiarire quali comuni saranno esclusi e quali criteri sono stati adottati, sottolineando l’assenza di un confronto con gli enti locali interessati. Secondo Arboscello e Parrinello, la nuova classificazione non risponderebbe alle esigenze del territorio e potrebbero derivarne conseguenze negative sul piano delle risorse, dei servizi e delle opportunità di sviluppo. «Oggi non c’è nulla da festeggiare», hanno affermato, annunciando l’intenzione di continuare a sollecitare un confronto più trasparente e approfondito.

Il vicepresidente della Regione Liguria con delega alla Montagna, Alessandro Piana, ha oggi respinto al mittente le critiche mosse dal Partito Democratico, sottolineando di aver invece lavorato “con responsabilità” per cercare “di limitare eventuali effetti negativi di questa riforma e di costruire un’intesa utile ai comuni liguri”. Piana ha accusato il Pd di alimentare inutili allarmismi che potrebbero finire per penalizzare il territorio: “Forzare la mano oggi come chiede il Partito democratico, rischia di riportarci alle proposte iniziali, rischio che non possiamo correre” ha detto. Ha inoltre sottolineato ancora come numerosi comuni liguri siano stati confermati nella nuova classificazione, definendo fuorviante la narrazione contraria al lavoro svolto, soprattutto in vista della prossima Conferenza Unificata Stato-Regioni.

(effe / Red. Corsara)

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