effe — OMAGGIO A L. — variazioni sull’Infinito è un progetto letterario e musicale che prende come punto di partenza L’Infinito, non per attualizzarlo o riscriverlo, ma per “attraversarlo”.
Questa mia opera sperimentale si muove all’interno di un orizzonte sonoro riconducibile, in senso ampio, alla cultura hip hop / rap / trap contemporanea, intesa non come stile da imitare, ma come dispositivo: centralità della voce, parola in primo piano, relazione diretta tra testo, corpo e ascolto.
La prima sezione è una lettura musicata del testo originale di Leopardi, concepita come spazio mentale e teatrale: non una recitazione tradizionale, né un brano musicale vero e proprio, ma una soglia. La musica non accompagna il testo, lo sostiene come campo di tensione e di silenzio.
La seconda sezione è composta da una serie di variazioni su un’unica canzone, che rilegge la poesia in forma interpretativa. Le diverse esecuzioni — affidate a voci e posture espressive differenti — non propongono versioni alternative del testo, ma diversi modi di abitarne oggi l’eco, spostando progressivamente il rapporto tra parola pensata e parola incarnata.
OMAGGIO A L. non cerca una sintesi né una conclusione, ma una traiettoria: dalla lettura all’esperienza contemporanea, dal silenzio alla presa di parola, mantenendo il testo leopardiano come presenza attiva, non come semplice citazione memoriale. Si consiglia l’ascolto in sequenza, senza interruzioni.
Sezione I — Lettura
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.
Giacomo Leopardi, L’Infinito (1819)
Sezione II — Variazioni
[Intro – spoken, riverbero scuro]
Sempre caro mi fu quest’ermo colle.
Silenzio.
Notte.
[Hook – trap, ripetitivo]
Sempre caro, sempre solo,
chiuso qui ma penso oltre.
Sempre caro, sempre vuoto,
questo limite mi muove.
Sempre caro, sempre fermo,
ma la testa corre altrove.
Sempre caro, sempre perso,
nell’infinito che mi prende.
[Verse 1 – rap lento]
Questa siepe davanti agli occhi
taglia il mondo, chiude i sogni.
Vedo poco, penso troppo,
sto seduto ma mi muovo.
Spazi enormi nella mente,
silenzi che non stanno zitti.
Più mi chiudi quello fuori,
più mi esplode quello dentro.
Non è pace, è pressione,
non consola, mi trascina.
Questo limite mi pesa
ma mi spinge più in salita.
[Hook]
Sempre caro, sempre solo,
chiuso qui ma penso oltre.
Sempre caro, sempre vuoto,
questo limite mi muove.
[Verse 2 – rap / autotune leggero]
Sento il vento tra le foglie,
suona vivo, rompe il niente.
Lo confronto col silenzio
che mi parla lentamente.
Tempo andato che ritorna,
tempo adesso che mi morde.
Presente che non perdona,
eterno che non risponde.
Sto affogando nel pensiero,
ma non scendo, resto a galla.
Questo mare non mi salva,
ma mi toglie tutta l’aria.
[Bridge – half time, sospeso]
Così
tra questa immensità
la mia testa
si spegne
si perde
si annulla
[Hook finale – più vuoto]
Sempre caro, sempre solo,
non c’è riva, non c’è porto.
Sempre caro, sempre dentro,
naufragare mi fa meno male.
[Outro – sussurrato]
E il naufragar m’è dolce in questo mare.
Non perché salva.
Perché finisce.
effe (Fabrizio Pinna), Omaggio a L. (2026)
Crediti OMAGGIO A L. — variazioni sull’Infinito. Testi: Giacomo Leopardi (L’Infinito), Fabrizio Pinna (Omaggio a L.); progetto, musica, direzione artistica: effe; registrazioni / suoni / voci / strumenti: effe, Suno et alii.
*Il Taccuino blu di effe (Fabrizio Pinna) | 2026
