Fine vita e Regioni, Pastorino: la sentenza che rafforza i diritti

Pastorino: «Le Regioni devono garantire procedure chiare e rispettose»

Politica / Attualità | Il consigliere regionale Gianni Pastorino, capogruppo della Lista Andrea Orlando Presidente, ha commentato con forza la sentenza n. 204/2025 della Corte Costituzionale riguardante la legge della Regione Toscana sul suicidio medicalmente assistito. Pastorino definisce questa pronuncia “un passaggio di grande rilievo per il dibattito nazionale sul fine vita” e sottolinea come essa “rafforza il ruolo delle Regioni” in un ambito delicato e complesso.

Secondo Pastorino, la Corte ha respinto l’impugnazione totale avanzata dal Governo, riconoscendo che le Regioni “possono intervenire per organizzare il Servizio sanitario pubblico” e garantire l’effettività dei diritti già sanciti dalla sentenza n. 242 del 2019, anche senza una legge nazionale organica. Egli chiarisce che le dichiarazioni di illegittimità riguardano solo “singoli profili tecnici” e non mettono in discussione “né il perimetro dei diritti delle persone malate né l’obbligo delle strutture pubbliche di dare attuazione ai principi costituzionali già stabiliti”.

Pastorino respinge l’idea che le Regioni debbano aspettare decisioni parlamentari rinviate da anni, affermando che “organizzare il Servizio sanitario per garantire diritti già riconosciuti non solo è possibile, ma necessario”. In qualità di primo firmatario di una proposta di legge regionale sul fine vita in Liguria, Pastorino considera la sentenza un “ulteriore elemento di legittimazione del percorso che abbiamo avviato”. Non si tratta, spiega, di introdurre nuovi diritti ma di “garantire procedure chiare, trasparenti e rispettose, affidate al servizio sanitario pubblico”.

Richiamando anche la posizione dell’Associazione Luca Coscioni, il consigliere evidenzia che la decisione della Consulta smentisce il tentativo del Governo di bloccare iniziative regionali, ribadendo il ruolo centrale del Servizio sanitario nazionale come presidio di legalità, controllo e pari diritti. Pastorino conclude sottolineando che in Liguria “esistono già persone che avanzano queste richieste e attendono risposte” e che la politica “ha il dovere di farsene carico, senza alibi”. Conferma il suo impegno a proseguire questa battaglia, con il supporto dell’Associazione Luca Coscioni, per garantire “dignità, rispetto e risposte certe a chi vive ogni giorno nella sofferenza”.

(Red. Corsara)

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