Cantautori | Federico Sirianni torna con un nuovo brano e video intitolati Dio dei baraccati, incentrati sulla condizione di chi vive senza fissa dimora nelle città durante il periodo natalizio. Il cantautore ligure affronta il tema con uno sguardo attento alle difficoltà e all’emarginazione, proponendo una riflessione attraverso immagini e suoni che accompagnano la realtà dei senzatetto.
Il progetto musicale | Dio dei baraccati si inserisce nel percorso artistico di Federico Sirianni, apprezzato per l’album La promessa della felicità pubblicato con l’etichetta Squilibri e riconosciuto tra i migliori dischi dell’anno dalla giuria del Premio Tenco. Il nuovo brano, registrato e mixato da Fabrizio Chiapello presso il Transeuropa Recording di Torino, si caratterizza per una forte intensità emotiva, che emerge anche dall’apporto della marching band torinese Bandakadabra. Quest’ultima contribuisce con una presenza sonora che richiama le bande dell’Esercito della Salvezza, sottolineando il viaggio e le esperienze dei protagonisti del racconto musicale.
La fragilità dell’esistenza | Sirianni ha fatto presente di avere un rapporto diretto con persone senza fissa dimora e di essere stato colpito dalla fragilità che contraddistingue molte delle loro esistenze. Secondo quanto afferma, «basta davvero poco, pochissimo, per passare da quella parte», ovvero per ritrovarsi ai margini della società, privati di identità e diritti. Il Natale, con le sue luminarie e le sue feste, diventa così un contrappunto amaro rispetto alla condizione di chi vive in strada, un tempo che non porta sollievo ma accentua la solitudine.
Il video e l’immagine | La regia di Paolo Severini ha dato forma a un video che unisce fotogrammi tratti dal lavoro fotografico di Adriano Silingardi, autore del volume Vivere (e morire) in strada a Genova. Le immagini raccontano una realtà fatta di sofferenza e ingiustizie, offrendo una rappresentazione visiva che si affianca al testo e alla musica senza indulgere alla semplificazione. L’ambientazione genovese non è solo un luogo geografico, ma una testimonianza delle difficoltà che spesso passano inosservate nelle città italiane.
La precarietà e l’attesa | Nel suo ultimo lavoro, Sirianni esplora un destino in cui la precarietà esistenziale si accompagna a un’attesa che non si dissolve facilmente. Le piccole gioie quotidiane rappresentano un possibile sollievo, ma la realtà di molti senza dimora rimane segnata dall’abbandono e dall’indifferenza. Il brano e il video non offrono soluzioni immediate ma pongono l’attenzione su un tema che sollecita una presa di coscienza più profonda e meno scontata.
(Red. Corsara)
