Politica / Sanità | La riforma sanitaria di Bucci è già in crisi prima del suo avvio, secondo il capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano. La legge, prevista in vigore dal 1° gennaio 2026, sarà infatti sospesa per sei mesi in un regime transitorio, una situazione che per Giordano «dimostra che questa legge non sta in piedi». Il direttore generale Bordon ha comunicato l’avvio di un assetto provvisorio che manterrà in vita vecchie e nuove strutture sovrapposte, con catene di comando “in proroga”.
Giordano sottolinea le difficoltà che il personale sanitario dovrà affrontare: «Medici, infermieri e operatori non sanno nemmeno in quale azienda lavoreranno, come organizzare i turni, a chi dovranno rispondere». Negli ospedali, come Villa Scassi, Micone e Gallino, «regna l’incertezza», e anche i pronto soccorso e le sale operatorie rischiano di essere colpiti da disorganizzazione. Per il capogruppo M5S, questa situazione è «inaccettabile» e mette a rischio il diritto alla salute garantito dall’articolo 32 della Costituzione.
Il Movimento 5 Stelle Liguria propone quindi un ordine del giorno per sospendere gli atti attuativi della riforma e avviare «tavoli di confronto con aziende sanitarie, sindacati, ordini professionali, medici di famiglia, Comuni, distretti sociosanitari, terzo settore e rappresentanze dei cittadini». Giordano chiede inoltre che venga presentata entro 90 giorni una revisione della riforma con obiettivi chiari e una valutazione degli impatti su personale, servizi, liste d’attesa e assistenza territoriale, oltre a relazioni mensili sul regime transitorio.
«Una riforma di sistema – conclude Giordano – non si scrive in poche settimane chiusi in una stanza, senza ascoltare chi lavora nei reparti e chi ogni giorno cerca una visita o un esame». Solo così si eviterà di produrre «incertezza, proroghe e sovrapposizioni», restituendo ai cittadini fiducia in un sistema sanitario ancora troppo confuso.
(Red. Corsara)
