Rete Liguria contro il termovalorizzatore: un no netto all’incenerimento dei rifiuti

Comitati e associazioni uniti per soluzioni sostenibili e salute ambientale

Attualità | La Rete Liguria dei Comitati e delle Associazioni si è espressa con fermezza contro il progetto della Regione Liguria di installare un impianto di incenerimento dei rifiuti nel territorio regionale. In un comunicato la rete ha definito il termovalorizzatore “un impianto che puzza di morte, morte della democrazia, morte della salute dei cittadini e morte dell’ambiente”.

Secondo la Rete, l’incenerimento non rappresenta una soluzione efficiente per un’economia circolare, poiché “rilasciano comunque grosse quantità di inquinanti molto dannosi per la salute umana e per l’ambiente” e producono residui tossici che necessitano di discariche speciali. Inoltre, viene evidenziato come la produzione di energia da questi impianti sia poco efficiente: “Il rendimento è estremamente basso, pari al 21-22%, contro il 42% di una centrale termoelettrica tradizionale”.

Al contrario, la Rete Liguria propone un modello basato sull’economia circolare e sulla raccolta differenziata, definita “l’unica soluzione possibile per un’Europa carente di materie prime”. Si auspica di raggiungere gli obiettivi europei di riciclaggio del 65% e del 75% per gli imballaggi, con il supporto di impianti di trattamento meccanico-biologico e biodigestione.

La Rete denuncia inoltre un atteggiamento della Regione che “persiste nel mostrare un totale disinteresse alla vita e all’ecosistema” e critica con forza il tentativo di “contrapporre comunità intere di cittadini, mettendole l’una contro l’altra”. Numerosi comitati e associazioni della Liguria, dal Ponente a Genova e alla Spezia, hanno firmato questa presa di posizione che definisce “irricevibile” la proposta della Regione, chiedendo invece “alternative realistiche, più sane e intelligenti” per la gestione dei rifiuti.

(Red. Corsara)

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