Diplomazia | Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha preso la parola in occasione della XVIII Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia che si è svolta ieri (15 dicembre) a Roma, evidenziando il ruolo cruciale della diplomazia in tempi complessi e la necessità di un approccio multilaterale per affrontare le molteplici crisi globali.
Il valore della diplomazia in un mondo instabile | Mattarella ha sottolineato che, contrariamente a quanto sostengono alcuni osservatori, la diplomazia non è meno necessaria nei momenti difficili, ma anzi si rivela fondamentale per individuare soluzioni e mantenere canali di dialogo. Ha fatto presente che i diplomatici sono professionisti esperti, incaricati di elaborare alternative negoziali sulla base delle scelte delle istituzioni democratiche italiane. Le conquiste internazionali del secondo dopoguerra, ha ricordato, sono il frutto di una cooperazione efficace tra Stati, favorita da organismi multilaterali come l’ONU.
Le sfide attuali delle relazioni internazionali | Il capo dello Stato ha descritto un panorama globale caratterizzato da conflitti riacutizzati e nuove instabilità, con riferimento all’aggressione russa in Ucraina e alla crisi di Gaza, quest’ultima definita fonte di “sofferenza civile e alto rischio di escalation”. Ha evidenziato inoltre le tensioni in Africa, Asia orientale e America Latina, e ha menzionato la diffusione di disinformazione e manipolazioni che mettono in discussione la fiducia dei cittadini nelle democrazie. Secondo quanto afferma, queste dinamiche sollevano interrogativi circa il ruolo e la capacità della diplomazia nel preservare i valori democratici e la legalità internazionale.
Il ruolo dell’Unione Europea e del multilateralismo | Il Presidente ha insistito sull’importanza di organismi sovranazionali come l’Unione Europea nel garantire massa critica per fronteggiare ambizioni nazionalistiche e frammentazioni geopolitiche. Ha osservato come l’Europa, spesso oggetto di critiche infondate, rappresenti una delle esperienze più significative di successo democratico e tutela dei diritti nel mondo occidentale. Ha fatto presente che la pace, da sempre concepita come un equilibrio complesso tra giustizia e sicurezza, richiede un impegno costante, come già sottolineato da Aldo Moro nel passato.
Diplomazia e tecnologia: nuovi rischi e responsabilità | Mattarella ha affrontato anche il tema dell’evoluzione degli armamenti e dell’intelligenza artificiale, mettendo in guardia contro il pericolo di affidare decisioni di vita o di morte ad algoritmi, un rischio che definisce “drammatico” per la sicurezza collettiva. Ha argomentato che l’illusione di un controllo totale tramite intelligenze artificiali può contrastare con una realtà in cui gli errori umani rimangono una costante: “Penso che sia molto sottile il crinale tra l’illusione del dominio infallibile delle intelligenze artificiali e la prevalenza definitiva della stupidità naturale, che purtroppo, come noto nell’aforisma, attribuito ad Albert Einstein, può tendere all’infinito.” ha detto Mattarella.
Economia globale e cooperazione internazionale | Il Presidente ha individuato nelle tensioni commerciali e nelle politiche protezionistiche, come dumping e dazi, fattori che compromettono la stabilità globale e l’interdipendenza economica. Ha sostenuto che, per perseguire il progresso, è inevitabile rafforzare la collaborazione internazionale, evitando così il rischio di una spirale di instabilità.
Posizione strategica dell’Italia e riforma della Farnesina | Mattarella ha ricordato la collocazione geografica dell’Italia, che la pone al centro di aree geopoliticamente sensibili, e il legame del paese con i flussi globali e l’Europa. Ha evidenziato come la diplomazia italiana abbia sempre saputo valorizzare il cosiddetto soft power, strumento essenziale per l’influenza internazionale. Ha inoltre richiamato la recente riforma della Farnesina, che mira a un approccio integrato capace di rispondere alle molteplici esigenze nazionali in ambito internazionale, definendola una risposta necessaria all’“epoca delle policrisi”.
Auspici | Il presidente ha infine rivolto un appello a rafforzare la diplomazia come strumento di coesione, giustizia e cooperazione internazionale, elementi che definisce pilastri fondamentali della Repubblica italiana. Ha espresso riconoscenza per gli operatori diplomatici impegnati in contesti difficili, auspicando che il loro lavoro contribuisca a “promuovere concordia nella convivenza tra i popoli” e a contrastare l’allontanamento dai valori democratici nell’attuale scenario globale.
(effe / Red. Corsara)
