Consiglio regionale: dibattito sui provvedimenti di bilancio (1)

Bilancio Liguria 2026-2028: tra conferme e critiche. Maggioranza e opposizione a confronto su investimenti, sanità e strategie future

Politica regionale | La seduta consiliare ha visto oggi l’avvio del dibattito sui provvedimenti di bilancio 2026-2028 con le relazioni di maggioranza e minoranza. Alessandro Bozzano e Lilli Lauro (FdI) hanno illustrato le novità della manovra, tra cui il rifinanziamento delle leggi di spesa regionali e l’impegno a destinare eventuali risorse per la riduzione del debito e per investimenti. È stato confermato il contributo delle Regioni a statuto ordinario alla finanza pubblica e il rifinanziamento del Fondo integrativo aggiuntivo per la sanità post Covid-19. Inoltre, sono previste misure di contenimento delle spese del personale, con incarichi gratuiti da parte dei dipendenti regionali verso altri enti del settore. Il provvedimento, dopo il parere favorevole del Consiglio delle Autonomie Locali, è stato approvato in commissione e ora attende il voto definitivo dell’Assemblea legislativa, con l’auspicio dei relatori di maggioranza che possa essere approvato senza ulteriori ostacoli.

Il dibattito ha visto interventi critici da parte delle opposizioni. Armando Sanna (Pd) ha definito il bilancio «l’ennesimo bilancio di ordinaria amministrazione», evidenziando tagli a investimenti strategici come le rinnovabili, le periferie, le infrastrutture comunali e la digitalizzazione. Sanna ha inoltre richiamato la grave crisi demografica della Liguria, «la regione più anziana d’Italia e d’Europa», con una popolazione over 65 al 29,2% e un calo previsto di oltre 100 mila persone in età lavorativa entro il 2040, domandandosi retoricamente: «Chi pagherà le pensioni? Chi sosterrà il sistema sanitario?». Critiche sono state rivolte anche alla gestione del trasporto pubblico locale, con particolare riferimento alla nascita dell’Agenzia regionale per il trasporto pubblico, giudicata senza una visione strategica.

Stefano Giordano (M5S) ha sottolineato che «il bilancio non è solo un atto contabile, ma una scelta politica che definisce priorità e diritti», evidenziando come il documento presenti una fragilità strutturale dovuta all’elevata vincolabilità delle risorse. Giordano ha posto l’accento sulla necessità di politiche abitative adeguate e di interventi per la prevenzione, soprattutto per contrastare la precarietà abitativa e la morosità incolpevole. Nel pomeriggio ha insistito su temi chiave come ambiente, tutela del territorio, prevenzione del rischio idrogeologico, trasporto pubblico e lavoro dignitoso, affermando che «un bilancio è credibile non solo quando è in equilibrio sui soldi, ma anche quando produce servizi esigibili e misurabili».

Gianni Pastorino (Andrea Orlando Presidente) ha espresso forti riserve sulla riforma sanitaria alla base del bilancio, definendola una manovra che «preoccupa» per la sua rapidità e mancanza di condivisione tecnico-territoriale, mascherando «una situazione di deficit finanziario particolarmente preoccupante». Secondo Pastorino, la riforma serve a «tranquillizzare il Governo centrale», ma rischia di scaricare sul passato il buco accumulato, lasciando il bilancio regionale «di ristrettezze sugli altri importanti capitoli di spesa».

Selena Candia (Avs) ha descritto il bilancio come «rigido» e caratterizzato da una dipendenza elevata dai trasferimenti statali e da una bassa autonomia tributaria, con investimenti in calo. Ha criticato l’aumento del Fondo sanitario regionale, giudicato inferiore all’inflazione, e la mancanza di strategie per ridurre la mobilità passiva, per il sostegno all’assistenza domiciliare e per affrontare la povertà energetica. Candia ha definito il bilancio «non dalla parte dei più fragili», evidenziando carenze anche nel settore dei trasporti e nella lotta al dissesto idrogeologico. Ha concluso sottolineando come il documento «centralizza il potere, rafforza gli staff politici, governa per commissariamenti, riduce il confronto democratico e non offre una visione».

Il dibattito e il voto in Consiglio proseguiranno domani.

(Red. Corsara)

Le relazioni di maggioranza e minoranza (1)

Il presidente della I commissione Affari Generali, Istituzionali e Bilancio Alessandro Bozzano e Lilli Lauro (FdI), correlatore di maggioranza, hanno illustrato alcuni aspetti della manovra e, in particolare, il quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio di previsione.

Fra le novità contenute nel documento c’è la disposizione che stabilisce che, per l’anno 2026, le eventuali disponibilità di risorse, comunque derivanti dalla gestione del bilancio, siano prioritariamente destinate a realizzare gli obiettivi di indebitamento netto e di riduzione del debito, e agli investimenti e viene quindi autorizzato per il triennio 2026-2028 il rifinanziamento delle leggi di spesa regionali. E’ stato ricordato che la legge di bilancio dello Stato anche per l’anno finanziario 2025 ha previsto un contributo alla finanza pubblica a carico delle Regioni a statuto ordinario e, pertanto, la Regione provvede a garantire il concorso alla finanza pubblica, destinando, per l’anno 2028, il 70% dei proventi derivanti dai canoni del demanio idrico. Fra le altre misure previste c’è l’autorizzazione anche per l’anno 2028 al rifinanziamento da parte degli enti non sanitari del settore regionale allargati, del Fondo integrativo aggiuntivo corrente, che è destinato alle Aziende e agli Enti del servizio sanitario regionale, per rispondere al fabbisogno sanitario post Covid-19 e per sostenere la spesa sanitaria corrente. Viene quindi rifinanziato nel 2028 il Fondo integrativo aggiuntivo corrente istituito nel 2021. Sono previste, inoltre misure di contenimento delle spese del personale e, a questo scopo, ogni incarico svolto dal personale dipendente degli enti del settore regionale allargato a favore della Regione o enti dello stesso settore, siano effettuati a titolo gratuito. Dopo il parere positivo espresso dal Consiglio delle Autonomie Locali il 1° dicembre scorso il provvedimento è stato approvato in vo adefinitiva dalla I Commissione consiliare nella seduta dell’11 dicembre 2025 e, dopo una approfondita discussione, è stato approvato, ad ampia maggioranza di voti da parte dei rappresentanti delle forze politiche. I due relatori hanno auspicato che il documento possa essere approvato dall’Assemblea legislativa.

Armando Sanna (Pd) ha presentato all’Assemblea la relazione del gruppo sull’intera manovra e ha esordito tracciando un quadro sulla situazione economica e sociale della Liguria nel contesto europeo e nazionale. Il consigliere è poi entrato nel merito dell’amministrazione regionale: «Sono stati ridotti gli investimenti sulle rinnovabili, sulle periferie, sugli investimenti infrastrutturali per i Comuni e sulla digitalizzazione e su questi argomenti – c’è il silenzio, mentre si perde il treno della. Eppure, la Liguria è la regione più anziana d’Italia e d’Europa, un primato che dovrebbe imporre scelte strategiche radicali, investimenti massicci in sanità e welfare, politiche aggressive per trattenere i giovani». Secondo il consigliere «questo è l’ennesimo bilancio di ordinaria amministrazione». Sanna ha illustrato la crisi demografica che colpisce la regione e provoca una crescita della popolazione anziana: «Gli over 65 rappresentano il 29,2% della popolazione, contro una media italiana del 24,7% e gli under 14 sono appena il 10,5% e la popolazione ligure si mantiene stabile solo grazie all’immigrazione straniera e, senza immigrazione, si perderebbero oltre 15 mila abitanti ogni anno. Entro il 2040 – ha specificato – la Liguria perderà oltre 100 mila persone in età da lavoro e chi pagherà le pensioni? Chi sosterrà il sistema sanitario? Chi terrà aperti i negozi, le scuole, i servizi?». Il consigliere ha aggiunto: «Il Pil ligure nel 2024 è cresciuto dello 0,5% inferiore alla già modesta media nazionale dello 0,7%. Nel primo semestre 2024 la crescita è stata, dunque, sostanzialmente nulla. Il fatturato e le quantità vendute nell’industria sono rimasti invariati. Le esportazioni sono in calo». «Se il tema sanitario è la ferita più grande per la nostra regione – ha sottolineato – l’altro grande elemento di competenza regionale in cui non si vedono risposte è il trasporto pubblico locale» e, in particolare, Sanna ha criticato la nascita dell’Agenzia regionale per il trasporto pubblico. «Questo bilancio – ha concluso – non contiene nessuna visione strategica, mancano un piano casa, un piano contro le povertà, politiche per i giovani, interventi per le aree interne, non c’è un rilancio dei parchi, non c’è strategia sulla viabilità e non c’è una parola sulla legalità, ma ci sono più soldi per lo staff, per la comunicazione e più soldi non per il turismo ma per l’Agenzia del Turismo».

Stefano Giordano (Mov5Stelle) ha iniziato l’illustrazione della relazione del gruppo (che terminerà nel pomeriggio, ndr). «Il bilancio non è solo un atto contabile, ma una scelta politica che definisce priorità e diritti. L’equilibrio formale dei conti – ha detto – non è sufficiente se non corrisponde a un equilibrio dei servizi ai cittadini. Il bilancio 2026–2028 è formalmente in equilibrio, ma presenta una fragilità strutturale: una parte rilevante delle risorse è vincolata e lo spazio di manovra è limitato». Giordano ha aggiunto: «La sanità va valutata sull’accesso alle cure, ma le liste d’attesa rappresentano una tassa occulta che spinge molti cittadini a rinunciare o a rivolgersi al privato. Il sovraffollamento dei pronto soccorso è la conseguenza di un territorio debole». Giordano ha sottolineato l’importanza delle politiche abitative adeguata: «La precarietà abitativa aumenta le fragilità e i costi per il sistema pubblico. È necessario intervenire sulla morosità incolpevole e sul recupero degli alloggi ERP e il sostegno al reddito non è assistenzialismo, ma prevenzione». Nel pomeriggio Giordano ha concluso l’illustrazione della sua relazione, iniziata nella seduta del mattino. Il consigliere ha sottolineato ancora alcune priorità: l’ambiente, la tutela del territorio, la prevenzione del rischio idrogeologico, il trasporto pubblico, l’occupazione. «Senza lavoro dignitoso – ha precisato – non c’è coesione sociale. Precarietà e lavoro povero hanno ricadute dirette su salute e casa. Servono politiche che governino le transizioni e rafforzino la sicurezza sul lavoro. Un bilancio è credibile non solo quando è in equilibrio sui soldi, ma anche quando produce servizi esigibili e misurabili». Secondo Giordano «servono trasparenza, obbiettivi chiari e responsabilità sui risultati. E’ su questo terreno – ha concluso – che si misura la qualità dell’azione del governo regionale».

Gianni Pastorino (Andrea Orlando Presidente) ha illustrato un’altra relazione dei gruppi di minoranza sulla manovra regionale criticando, in particolare, la politica sanitaria adottata dalla Giunta. «Questo bilancio fa seguito ad una riforma del servizio sanitario che preoccupa, non soltanto in chiave di prevenzione, cura e riabilitazione dei pazienti e difficoltà di condizioni di lavoro del personale sanitario, ma soprattutto perché – ha dichiarato – sottende ad una situazione di deficit finanziario particolarmente preoccupante. Una operazione così rapida, complessa e non costruita attraverso condivisioni tecniche e territoriali maschera la necessità di accelerazione per far fronte ad una situazione economica pesante del sistema». Il consigliere ha domandato: «Cosa c’è di meglio di una buona riforma per tranquillizzare il Governo centrale e sostenere che, in tempi decisi con lo stesso Governo, il disavanzo della regione Liguria rientrerà?». Secondo Pastorino «si tenterà di far partire il nuovo sistema dei servizi sanitari scaricando sul passato tutto il buco accumulato, come se l’operazione fosse contabilmente ripulita mentre, sostanzialmente, i soldi mancano». Il consigliere ha concluso: «Appare evidente che il bilancio della Liguria gira intorno a questa scelta e quindi sarà un bilancio di ristrettezze sugli altri importanti capitoli di spesa».

Selena Candia (Avs) ha illustrato la relazione del gruppo. «Il bilancio – ha detto – è rigido perché oltre il 91% è spesa corrente, la dipendenza dai trasferimenti statali è altissimi, l’autonomia tributaria è tra le più basse d’Italia e gli investimenti regionali diminuiscono». La consigliera ha dichiarato che gli incrementi del Fondo sanitario regionale sarebbero inferiori all’inflazione sanitaria e che il Fondo integrativo non migliora il sistema: «Manca una strategia per ridurre la mobilità passiva, che costa oltre 140 milioni di liste d’attesa, i contributi per l’assistenza domiciliare sono fermi dal 2019, le liste d’attesa per le rsa arrivano a 12-18 mesi, i contributi-affitto sono ridicoli rispetto all’aumento dei canoni, non esistono un reddito minimo regionale e una strategia contro la povertà energetica. Questo bilancio – ha dichiarato – non è dalla parte dei più fragili». Candia ha aggiunto: «L’incremento del Fondo trasporti è inferiore all’inflazione e l’età media degli autobus supera i limiti europei e non c’è una strategia sulla mobilità sostenibile. Il Piano energetico – ha specificato – arriva dopo cinque anni, ma senza obiettivi chiari sulle rinnovabili, senza un vero sostegno alle comunità energetiche. Sul dissesto idrogeologico stanziare 32 milioni a fronte di un fabbisogno di 180 milioni è una rassegnazione». La consigliera ha concluso: «Questo bilancio non costruisce il futuro, centralizza il potere, rafforza gli staff politici, governa per commissariamenti, riduce il confronto democratico e non offre una visione». La consigliera, infine, ha illustrato alcuni degli emendamenti e degli ordini del giorno, presentati dalla minoranza, che saranno votati insieme ai documenti di bilancio.

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