Politica / Difesa | Il Consiglio dell’Unione Europea oggi (15 dicembre) ha adottato nuove sanzioni contro dodici persone e due enti coinvolti in attività ibride russe, come la manipolazione informativa e gli attacchi informatici. Le misure servono a contrastare le iniziative destabilizzanti di Mosca contro l’Ue, suoi Stati membri e partner, estendendo un regime sanzionatorio già entrato in vigore fino al 2026.
Il quadro delle restrizioni europee | Dal 2024, l’Unione Europea ha istituito un pacchetto di misure restrittive diretto a chiunque contribuisca alle attività della Federazione Russa che minano i valori fondamentali, la sicurezza e l’integrità degli Stati membri. Come ha ricordato il Consiglio, tale regime di sanzioni è sottoposto a revisione annuale e comprende ora un totale di 59 individui e 17 enti. Nel corso del 2025, l’Unione ha inoltre ampliato la portata delle misure includendo il congelamento di beni materiali connessi alle attività destabilizzanti, la sospensione delle licenze di trasmissione ai media russi responsabili di disinformazione e sanzioni contro finanziatori di tali azioni.
Le nuove designazioni e le motivazioni | Tra i nuovi soggetti sanzionati oggi figurano analisti di politica estera, affiliati a istituti, think-tank e università riconducibili al sistema di comunicazione russo, oltre a influencer che veicolano narrazioni filo-Mosca e teorie cospirative sull’invasione dell’Ucraina. Si annoverano anche ex ufficiali militari e di polizia provenienti dall’Europa occidentale. L’International Russophile Movement è stato colpito per il ruolo nella diffusione globale di narrazioni destabilizzanti. Inoltre, è stata sanzionata la 142ª Brigata di Guerra Elettronica, responsabile di operazioni volte a interferire con le comunicazioni a onde corte e collegata a recenti disfunzioni dei segnali GPS in diversi Paesi Ue. Nelle designazioni figurano membri dell’Agenzia di Intelligence Militare russa GRU, in particolare dell’unità 29155, e del gruppo informatico Cadet Blizzard, ritenuti responsabili di attacchi cibernetici rivolti a istituzioni governative ucraine, Stati membri dell’Ue e alleati della NATO. Secondo quanto afferma il Consiglio, tali operazioni puntano a sottrarre informazioni sensibili e a destabilizzare il quadro politico dei Paesi colpiti.
Profilo delle persone inserite nella lista | Tra le dodici persone fisiche aggiunte oggi figurano, come detto, individui di rilievo nel panorama accademico e mediatico russo, nonché agenti dei servizi di intelligence militare. John Mark Dougan, ex vice sceriffo della Florida rifugiatosi in Russia, è accusato di gestire una rete di siti di disinformazione collegati al GRU. Andrey Sushentsov e Dmitry Suslov sono identificati come ideologi e commentatori che veicolano narrazioni favorevoli alla politica estera russa e giustificano le azioni di Mosca nel conflitto ucraino, sostenendo la legittimità delle sue posizioni e sminuendo il ruolo occidentale.
Fyodor Lukyanov, Ivan Timofeev e Andrey Bystritskyi sono associati a think tank e piattaforme quali il Valdai Discussion Club e Russia in Global Affairs, utilizzate per articolare e diffondere la visione ufficiale del Cremlino. Le loro attività, secondo quanto afferma il Consiglio, contribuiscono a manipolare l’opinione pubblica e a legittimare la politica aggressiva russa.
Membri attivi del GRU Unit 29155, come Vladislav Borovkov, Denis Denisenko e Dmitry Goloshubov, sono stati inclusi per il loro ruolo in attacchi cibernetici che hanno colpito infrastrutture critiche in Ucraina, Stati membri dell’UE e della NATO, impiegando malware dannosi come WhisperGate.
Infine, Jacques Baud e Xavier Moreau, rispettivamente un ex colonnello svizzero e un ex ufficiale militare francese, sono segnalati per la loro attività di diffusione di teorie complottiste e propaganda filo-russa, mentre Diana Panchenko, giornalista ucraina naturalizzata russa, è invece riconosciuta per la produzione di contenuti che legittimano la narrazione del Cremlino, giustificando l’aggressione militare e diffondendo accuse contro le autorità ucraine.
Enti soggetti a sanzioni | Tra le organizzazioni inserite, il 142º Battaglione Separato di Guerra Elettronica, con base nella regione di Kaliningrad, responsabile di operazioni di disturbo di segnali GPS e comunicazioni radio, implicato in attività di interferenza che hanno causato problemi ai sistemi di navigazione civile in diversi Stati europei. L’International Russophile Movement è stato incluso per il suo ruolo nel sostenere la propaganda filo-russa a livello globale, godendo di legami diretti con il Ministero degli Esteri russo e figure chiave del panorama ideologico e mediatico di Mosca, fungendo da strumento per manipolare l’opinione pubblica e fomentare sentimenti anti-occidentali.
Effetti delle sanzioni | Le persone e gli enti inseriti nell’elenco sono soggette a congelamento dei beni e a divieto di accesso ai mercati finanziari europei. Ai sanzionati è inoltre impedito l’ingresso o il transito sul territorio dell’Unione. Come ha evidenziato il Consiglio, l’Ue continuerà a utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per prevenire, contrastare e rispondere a comportamenti di questa natura, rinnovando l’impegno a tutelare la propria sicurezza e stabilità.
Le strategie di difesa UE | L’inserimento di queste persone e organizzazioni nella lista delle sanzioni riflette la strategia dell’Unione Europea di contrastare non solo le azioni militari dirette ma anche le campagne di disinformazione e le operazioni ibride che minano la stabilità regionale e internazionale. Come ha evidenziato il Consiglio, tali misure servono a impedire che la Russia possa continuare a utilizzare strumenti di influenza e coercizione per destabilizzare governi e società. L’attenzione rivolta a figure intellettuali e mediatiche segnala la consapevolezza della portata della guerra dell’informazione e della necessità di rispondere con misure mirate e coordinate a livello europeo. Il rafforzamento delle sanzioni testimonia inoltre la volontà di mantenere una posizione ferma nei confronti delle minacce alla sicurezza collettiva.
(effe / Red. Corsara)
