PD Liguria: Stop all’Agenzia Rifiuti, Regione sotto accusa

Natale e D’Angelo criticano Bucci e chiedono chiarezza sulla gestione del ciclo dei rifiuti

Politica regionale | Il segretario del PD Liguria Davide Natale e il segretario metropolitano del PD Genova Simone D’Angelo hanno duramente criticato l’operato dell’Agenzia regionale dei rifiuti, definendola un “carrozzone inutile” che, dalla sua istituzione, “continua a non fare nulla”. I due esponenti democratici hanno annunciato che nella prossima discussione di bilancio chiederanno la chiusura definitiva dell’agenzia, sottolineando come la Corte dei conti si stia già occupando della sua inefficienza.

Natale e D’Angelo puntano il dito anche contro il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, accusandolo di “fare confusione” e di scaricare le responsabilità della chiusura del ciclo dei rifiuti sui comuni, quando invece “è la Regione a dover decidere”. Secondo loro, Bucci avrebbe inoltre voluto mantenere in vita l’agenzia affidandole la stesura della manifestazione di interesse per la realizzazione dell’impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti, un bando che, nonostante le scadenze fissate tra primavera e fine anno, “ad oggi non si ha alcuna notizia”.

I due dirigenti PD evidenziano una contraddizione nella gestione da parte di Bucci, che “scrive le leggi e approva le delibere, ma subito dopo sembra dimenticarsene”. Contestano in particolare la sua narrazione secondo cui spetterebbe ai comuni “farsi avanti” per individuare il sito per l’impianto, mentre “la legge italiana dice tutt’altro, così come la stessa delibera approvata dalla Giunta regionale”. Questa, infatti, prevede che le imprese interessate debbano avere il benestare dell’amministrazione comunale del territorio interessato, “l’esatto contrario di quanto afferma Bucci”.

I segretari PD mettono in guardia da possibili conseguenze negative della linea adottata dal presidente, segnalando che se si dovesse procedere con la richiesta di conoscere in anticipo il sito per pubblicare il bando, “rischierebbe di alterare la gara”, un esito che auspicano venga evitato.

Infine, Natale e D’Angelo ribadiscono che l’impianto da realizzare deve rispettare la pianificazione regionale, che prevede una produzione di 26 mila tonnellate annue di rifiuti indifferenziati quando il sistema sarà a regime, ovvero al raggiungimento del 65% di raccolta differenziata in Liguria. Le amministrazioni devono operare all’interno di questa pianificazione, che però “se si è dimostrata un fallimento, va modificata”. Tale modifica, secondo loro, deve avvenire tramite il Consiglio regionale e non attraverso “decisioni arbitrarie”.

(Red. Corsara)

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