Riforma sanità in Liguria, sindacati contrari e critici: mercoledì presidio in Consiglio regionale

Giunta regionale punta all’approvazione, ma sindacati denunciano mancanza di confronto e criticano il piano

Politica / Sanità | La Liguria avvia una riforma sanitaria che prevede la creazione di un’unica azienda regionale suddivisa in cinque aree territoriali e una nuova azienda ospedaliera metropolitana a Genova. L’obiettivo della giunta regionale è migliorare l’efficienza e l’assistenza territoriale tramite l’istituzione di ATSL unica (Azienda Tutela Salute Liguria) e Liguria Salute. Tuttavia, la proposta ha subito suscitato critiche e divisioni politiche e sociali, non risolte nelle Commissioni, audizioni e tavoli di confronto. Opposizione e sindacati restano contrari e critici ma la giunta Bucci punta comunque all’approvazione a maggioranza in Consiglio regionale con dibattito e votazione su emendamenti e testo finale previsti per oggi 9 dicembre e domani mercoledì 10 dicembre, con seduta a oltranza del consiglio.

La protesta sindacale si prepara a farsi sentire anche domani durante le votazioni in Consiglio regionale. I sindacati contestano la riforma sia nel merito sia nel metodo. Cgil Liguria denuncia che “non c’è stato alcun confronto” reale e definisce la riforma “sbagliata nel merito e nel metodo”. Per questo motivo, ha organizzato un presidio di protesta davanti al Consiglio regionale il 10 dicembre a partire dalle ore 10. Anche Cisl Liguria critica la mancanza di un vero confronto con le organizzazioni sindacali e afferma che “non sono state recepite le ragioni del personale della sanità e dei cittadini utenti”. Il sindacato annuncia dunque la sua presenza al presidio per ribadire “la necessità di riaffermare il diritto alla salute per tutti i cittadini liguri” e denunciare “la cronica carenza di personale e le difficili condizioni in cui operano ogni giorno”.

(Red. Corsara)

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