Politica / Sanità | Il decreto firmato dal direttore generale Bordon e presentato dall’assessore Nicolò, noto come il “decalogo anti code” per i Pronto Soccorso, ha suscitato forti critiche da parte del capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano. Secondo Giordano, il provvedimento rappresenta “un atto burocratico a costo zero” che non prevede nuove assunzioni né posti letto aggiuntivi, limitandosi a imporre regole organizzative per rispettare una soglia amministrativa di otto ore di attesa.
Il decreto — afferma Giordano – obbliga i reparti a programmare l’assorbimento dei ricoveri dai PS, incrementare le dimissioni nel fine settimana e attivare appoggi per raggiungere l’obiettivo delle otto ore. Tuttavia, Giordano sottolinea che “una malattia o una fragilità non obbediscono a un cronometro” e che forzare dimissioni o trasferimenti potrebbe aumentare il rischio clinico e lo stress per gli operatori sanitari.
Preoccupano inoltre le segnalazioni secondo cui in alcuni Pronto Soccorso cittadini verrebbero congelati posti letto per favorire il settore privato, situazione definita “intollerabile” dal capogruppo M5S, che ha annunciato un accesso agli atti per ottenere dati pubblici e dettagliati.
Giordano chiede il ritiro del decreto e un piano sanitario vero, con “assunzioni immediate”, aumento dei posti letto, potenziamento delle RSA e trasparenza sui dati settimanali relativi ai tempi di attesa e ai ricoveri. Secondo il M5S, la misura appare più un tentativo di scaricare la pressione sulle dimissioni che una soluzione concreta: “In un mondo giusto una Giunta come si deve affronterebbe le criticità con un investimento vero, non con un inganno sulla pelle dei cittadini e dei lavoratori”.
(Red. Corsara)
