Salute | Oggi si è svolto un incontro formativo al Seminario Vescovile di Savona, organizzato da ASL2, dedicato ai rischi legati al consumo di latte non pastorizzato e dei prodotti derivati. L’evento ha visto la partecipazione di esperti nazionali e operatori del settore lattiero-caseario, con l’obiettivo di approfondire la gestione del rischio STEC (Escherichia coli produttore di Shiga-tossina) alla luce delle nuove linee guida ministeriali.
Durante il convegno sono stati illustrati i pericoli sanitari, in particolare la sindrome emolitico-uremica (SEU), una grave patologia che può colpire soprattutto i bambini. Tra il 2022 e il 2024 in Italia sono stati segnalati 73 casi di SEU, con circa il 70% interessato a pazienti pediatrici. Un caso recente e tragico si è verificato ad Arenzano, dove un bambino di tre anni è deceduto dopo aver consumato un prodotto a base di latte crudo contaminato.
«Si tratta di una patologia particolarmente insidiosa, il cui controllo deve essere affrontato secondo un approccio “One Health”, capace di integrare la tutela della salute umana, animale e degli ecosistemi», ha sottolineato il dottor Roberto Rebaudo, direttore della S.C. Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche di ASL2. L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione per condividere esperienze, criticità e buone pratiche tra operatori, liberi professionisti e autorità del territorio ligure.
La direttrice sanitaria di ASL2, dott.ssa Bruna Rebagliati, ha evidenziato l’importanza della prevenzione primaria: «La Struttura di Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche rappresenta probabilmente una delle realtà meno conosciute dal pubblico», «È fondamentale riconoscere e valorizzare il lavoro quotidiano, costante e spesso silenzioso che viene da loro svolto sul territorio». L’impegno nella formazione e nel supporto tecnico contribuisce a garantire la sicurezza della filiera alimentare, tutelando la salute dei consumatori.
(Red. Corsara)
