Turismo sostenibile nel Ponente Ligure

Innovazione e tutela ambientale per valorizzare l’isola Gallinara

Turismo e ambiente | A Savona lunedì sono stati presentati i risultati finali del progetto Liguria Tourism, volto a sviluppare un modello di turismo sostenibile nel Ponente ligure. Coordinato dall’Università di Genova e finanziato dall’Unione Europea, il progetto ha posto al centro l’area della piscina naturale dell’isola Gallinara, integrando ricerca multidisciplinare, governance territoriale e sperimentazioni pratiche.

Il progetto e i suoi obiettivi | Il progetto Liguria Tourism si è concentrato sulla valorizzazione delle risorse marine e costiere del Ponente ligure, con particolare attenzione all’area intorno all’isola Gallinara. L’iniziativa ha perseguito la definizione di strategie per uno sviluppo turistico sostenibile, mettendo in relazione il patrimonio naturale, le dinamiche economiche e i servizi ecosistemici. L’Università di Genova ha svolto un ruolo centrale, coordinando studi che hanno coinvolto diversi dipartimenti e collaborando con la Regione Liguria, la Commissione Europea e il Comune di Albenga.

Il test pilota della piscina naturale | Tra le attività più significative si segnala la realizzazione di un corridoio di boe temporaneo attorno all’isola Gallinara, progettato con ancoraggi a basso impatto per tutelare habitat sensibili come la Posidonia oceanica. L’installazione, autorizzata da Regione, Comune e Capitaneria di Porto, è stata testata durante l’evento sportivo “Dritti all’isola” il 14 e 15 giugno 2025, richiamando oltre 500 partecipanti e attirando l’attenzione della Commissione Europea. Questo esperimento ha consentito di verificare la sostenibilità tecnica e ambientale della struttura, oltre a promuovere un modello di collaborazione tra soggetti pubblici e privati.

Governance e collaborazione territoriale | Il progetto ha previsto un percorso di governance che ha coinvolto attivamente enti pubblici, operatori turistici, associazioni sportive e comunità locali. Secondo quanto afferma Massimiliano Nannini, capo di Gabinetto della Regione Liguria, questa sinergia è stata fondamentale “per definire il nuovo modello di sviluppo in modo condiviso, e per garantire la tutela e la valorizzazione turistica di questa parte della riviera di Ponente”. Gli studi condotti sono stati coordinati con le strategie regionali sulla blue economy, la competitività produttiva e l’occupazione, rafforzando l’integrazione tra ricerca e politiche pubbliche.

Il contributo scientifico dell’Università di Genova | Come ha evidenziato il rettore Federico Delfino, il progetto ha rappresentato un esempio concreto di trasferimento della conoscenza interdisciplinare a supporto delle politiche pubbliche. Quattro dipartimenti universitari hanno collaborato per sviluppare un modello di turismo costiero replicabile anche in altri territori, con l’obiettivo di coniugare tutela ambientale, sviluppo economico e qualità della vita delle comunità.

Prospettive per Albenga e il Ponente ligure | Il sindaco di Albenga, Riccardo Tomatis, ha sottolineato come il progetto riconosca l’area come “strategica per l’outdoor marino”, con potenzialità di rilievo grazie alle caratteristiche naturali e culturali locali. Ha dichiarato che la sfida è tradurre questa opportunità in benefici duraturi, “costruendo un futuro turistico che valorizzi ambiente, identità e comunità, senza comprometterli”. Ha inoltre riconosciuto il progetto come un punto di partenza per sviluppare un modello di turismo innovativo e sostenibile, che richiede continuità e determinazione.

Potenzialità future | L’esperienza della piscina naturale conferma la possibilità di sperimentare interventi a basso impatto ambientale in aree sensibili, combinando ricerca scientifica e governance partecipata. Il modello sviluppato si propone come riferimento per contesti con caratteristiche territoriali e socio-economiche affini, offrendo strumenti per una gestione integrata del turismo marittimo sostenibile, in linea con le direttive europee e regionali.

(Red. Corsara)

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