Attualità | In occasione della Giornata Mondiale dell’Olivo, Coldiretti Liguria celebra l’olivo come simbolo identitario della regione e il lavoro degli olivicoltori locali. Questa pianta, oltre a rappresentare una coltura, è un vero e proprio paesaggio vivente che unisce entroterra e costa, modellato dalla mano dell’uomo nel corso dei secoli. Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria, sottolinea che “i nostri oliveti sono custodi della biodiversità e presidio contro il dissesto idrogeologico,” evidenziando il valore ambientale e culturale di questa coltivazione.
La Liguria è famosa per la cultivar Taggiasca, che ha recentemente ottenuto il riconoscimento IGP per la salamoia, ma vanta anche altre varietà antiche come Lavagnina, Pignola, Razzola, Colombaia e Mortina, tutte preziose per la diversità e qualità dell’olio prodotto. Boeri e Bruno Rivarossa, delegato confederale, ricordano che “l’olivo produce in modo diverso ogni anno” e che “non esiste alcuna scorciatoia tecnica o chimica per stabilizzare ciò che è vivo,” evidenziando la pazienza e l’esperienza richieste agli agricoltori liguri.
Nonostante le difficoltà climatiche e un raccolto scarso nel 2025, gli olivicoltori continuano a prendersi cura delle piante e a credere nel valore di questo lavoro. Coldiretti Liguria sottolinea inoltre il ruolo sociale e culturale dell’olivicoltura come “un ponte tra passato e futuro,” un simbolo di resilienza e identità che contribuisce a mantenere vivo e protetto il paesaggio rurale della regione. “Difendere l’olivo significa difendere la Liguria,” concludono Boeri e Rivarossa, ribadendo l’importanza di tutelare un patrimonio millenario che dà valore e riconoscibilità al territorio.
(Red. Corsara)
