Rifondazione Comunista contro guerra, patriarcato e violenza di genere

Uniti con Non Una di Meno per diritti, giustizia e pace

Politica | Rifondazione Comunista Liguria si schiera fermamente contro la guerra e il patriarcato, partecipando oggi alle manifestazioni in tutta Italia con Non Una di Meno (NUDM). Il partito definisce il maschilismo, il capitalismo, il colonialismo e il razzismo come “espressioni della stessa matrice patriarcale” e denuncia l’atteggiamento “guerrafondaio e patriarcale” del governo Meloni.

Rifondazione sostiene che le lotte femministe coinvolgano “la maggioranza delle classi popolari e lavoratrici” e promuove l’intersezionalità nei movimenti di liberazione, includendo femminismo e queer. Critica inoltre le politiche governative che, pur annunciando inasprimenti per i femminicidi, nascondono leggi “misogene e transfobiche” e attaccano diritti fondamentali come quello all’aborto e il sostegno ai centri antiviolenza.

Il partito denuncia la devoluzione al ruolo educativo della famiglia, luogo dove avviene la maggior parte delle violenze contro donne e persone LGBTQIA+, una responsabilità che dovrebbe invece competere al sistema scolastico. Rifondazione evidenzia come l’aumento delle spese per la militarizzazione avvenga a scapito dei lavoratori, in particolare donne e persone LGBTQIA+, che si trovano “doppiamente sotto scacco” con salari bassi, mancanza di tutele e discriminazioni.

Sul piano internazionale, Rifondazione condanna la normalizzazione della guerra e del genocidio del popolo palestinese, definendo il nazionalismo e il suprematismo bianco come elementi centrali di un progetto neocoloniale finanziato anche attraverso lo sfruttamento in Occidente. Il partito ribadisce che “la Palestina ci riguarda” e che la lotta per l’autodeterminazione dei popoli è legata a quella per “l’autodeterminazione dei nostri corpi e delle nostre vite”, includendo donne, giovani, migranti, persone trans*, queer e non binarie.

Rifondazione Comunista sostiene inoltre la protesta dei movimenti transfemministi europei e, in qualità di partito della Sinistra Europea, si oppone alla corsa al riarmo, chiedendo che i fondi militari vengano destinati a politiche di parità di genere e prevenzione della violenza maschilista. Propone campagne di sensibilizzazione, formazione sul lavoro, educazione sessuale nelle scuole e un impegno strutturale nella prevenzione primaria.

Il partito conclude affermando che “non può esistere lotta di liberazione di tutti i popoli senza la liberazione di tutte le donne, di tutte le soggettività oppresse e di tutti i corpi non conformi” e invita a manifestare contro la violenza maschile e di genere in tutta Italia.

(Red. Corsara)

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