Rafforzare cooperazione, pace e sviluppo tra Africa ed Europa

7° Vertice UA-UE a Luanda: un quarto di secolo di partnership per uno sviluppo sostenibile e integrato tra Africa ed Europa

Politica e relazioni | Il 7° Vertice Unione Africana-Unione Europea si è svolto a Luanda il 24 e 25 novembre, segnando un quarto di secolo di relazioni tra i due continenti. Le discussioni hanno toccato temi come cooperazione economica, sicurezza, cambiamenti climatici, migrazione e governance multilaterale. Si è ribadito l’impegno reciproco verso uno sviluppo integrato e sostenibile. Il summit, presieduto da João Manuel Gonçalves Lourenço – presidente dell’Angola e  dell’Unione Africana – e dal presidente del Consiglio europeo António Costa, ha ricordato le tappe fondamentali dell’accordo AU-EU, evidenziando il consolidamento di un rapporto strategico che ha accompagnato l’Agenda 2063 africana e le priorità europee.

Cooperazione economica e investimenti | Tra i punti salienti, come si legge nella dichiarazione finale congiunta del vertice, è stata sottolineata l’importanza del Global Gateway Africa-Europe Investment Package, volto a stimolare investimenti sostenibili e migliorare il clima d’affari. L’EIB, la Banca Africana di Sviluppo e altre istituzioni finanziarie giocano un ruolo cruciale nella realizzazione di queste iniziative. L’espansione dell’operato della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo in Africa orientale e occidentale è stata accolta come un passo significativo. Inoltre, si è riaffermata la necessità di accelerare l’attuazione della Zona di Libero Scambio Continentale Africana (AfCFTA) per favorire l’industrializzazione e la diversificazione delle esportazioni, anche in settori strategici come i minerali critici.

Sviluppo infrastrutturale e transizione energetica | L’impegno congiunto si è esteso ai settori dell’energia, del trasporto e del digitale, con particolare riferimento al programma PIDA e al corridoio di Lobito. La cooperazione mira a garantire una connettività affidabile e sicura, facilitando l’integrazione regionale. La transizione energetica è stata al centro dell’agenda, con l’obiettivo di fornire energia pulita a oltre 100 milioni di africani entro il 2030, in linea con le strategie continentali. Come ha evidenziato il summit, si tratta di promuovere un “giusto e sostenibile passaggio verso energie rinnovabili” con un forte coinvolgimento pubblico e privato.

Digitalizzazione e innovazione | Nel campo digitale si è riconosciuto l’impatto decisivo della trasformazione digitale per la crescita economica inclusiva, sottolineando la necessità di colmare il divario tecnologico. La strategia digitale dell’Unione Africana e quella europea sono state indicate come basi per una collaborazione rafforzata, con attenzione particolare alla sicurezza online e alla promozione dell’alfabetizzazione digitale, soprattutto tra donne e bambini.

Questioni di pace, sicurezza e governance | Il vertice ha ribadito la centralità della cooperazione nel campo della sicurezza, mettendo in risalto il ruolo dell’Architettura Africana per la Pace e la Sicurezza (APSA) e l’importanza del coordinamento con le comunità economiche regionali. È stato espresso sostegno al finanziamento sostenibile delle operazioni di pace guidate dall’Unione Africana, in linea con la risoluzione 2719 del Consiglio di Sicurezza ONU. Sono state affrontate le crisi in Sudan e Repubblica Democratica del Congo, con appelli a cessare le ostilità e a sostenere processi politici inclusivi. Si è inoltre confermato l’impegno contro il terrorismo, l’estremismo e la criminalità transnazionale.

Multilateralismo e riforma delle istituzioni internazionali | Le delegazioni hanno espresso la necessità di rafforzare il sistema multilaterale con l’ONU al centro, sollecitando una revisione del Consiglio di Sicurezza per una rappresentanza più equa. Il summit ha accolto con favore la “Compromiso de Sevilla” sulla finanza per lo sviluppo e ha sottolineato l’importanza di un’architettura finanziaria internazionale più inclusiva ed efficiente.

Cambiamento climatico e ambiente | A dieci anni dall’Accordo di Parigi, i partecipanti hanno riconosciuto l’urgenza di elevare l’ambizione climatica per contenere il riscaldamento globale entro 1,5°C. La cooperazione si è focalizzata sull’adattamento, la mitigazione e l’implementazione di mercati del carbonio con integrità e trasparenza. Come ha affermato il summit, “solo una risposta globale collettiva può mantenere l’obiettivo di 1,5°C alla portata”. Sono stati inoltre ribaditi gli impegni per la biodiversità e la lotta all’inquinamento plastico.

Gestione della migrazione e mobilità | Le parti hanno confermato la volontà di rafforzare una gestione della migrazione basata su responsabilità condivise, rispettando i diritti umani e il diritto internazionale. Sono stati sottolineati la prevenzione della migrazione irregolare, la cooperazione per i rimpatri dignitosi e la promozione di percorsi legali, con particolare attenzione a studenti e professionisti. La diaspora è stata riconosciuta come un attore essenziale per lo sviluppo e l’innovazione, con impegni volti a facilitare il trasferimento di rimesse a costi contenuti.

Monitoraggio e coinvolgimento della società civile | È stata annunciata l’istituzione di un meccanismo permanente di monitoraggio per garantire la realizzazione degli impegni assunti, integrando strutture esistenti come il Comitato Ministeriale di Follow-up. Si è valorizzato il contributo della società civile, dei giovani e del settore privato attraverso forum dedicati e si è programmato il prossimo summit a Bruxelles per un’ulteriore verifica dei progressi.

(effe / Red. Corsara)

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