Commercio | La giunta comunale di Savona ha adottato due provvedimenti volti a rivitalizzare il commercio locale. Le iniziative si articolano in una sperimentazione contro l’abbandono dei locali commerciali nel centro storico medievale e un aggiornamento del piano comunale per la somministrazione di alimenti e bevande, con criteri adeguati alle mutate esigenze normative e di mercato.
Protocollo sperimentale contro lo sfitto nel centro medievale | L’amministrazione ha sottoscritto un protocollo d’intesa con le principali associazioni di categoria – tra cui Confcommercio, Confesercenti e Confartigianato – per lanciare un bando destinato a favorire l’insediamento di nuove attività commerciali e artigianali in locali sfitti da oltre un anno. Il progetto si concentra inizialmente sulla porzione medievale del centro storico, area selezionata in base a un’analisi che ha evidenziato un incremento significativo dei locali vuoti e difficoltà di incontro tra proprietari e potenziali imprenditori.
Il Comune destinerà 30.000 euro, provenienti dall’avanzo di bilancio, per sostenere fino a tre nuove imprese con contributi a fondo perduto sino a 10.000 euro ciascuno. La gestione del bando è affidata a Confcommercio, designata capofila dalle associazioni, che collaborerà con il Comune per definire i criteri di selezione. Come ha dichiarato l’assessore al Commercio Elisa Di Padova, l’iniziativa intende “testare un modello nuovo, che unisca competenze tecniche, sostegno economico e accompagnamento alla creazione d’impresa” e premiare la solidità dei progetti oltre alla loro sostenibilità.
I requisiti preferenziali prevedono l’attenzione a imprese giovanili e femminili, la qualità e la coerenza con la vocazione del centro medievale. Le attività beneficiarie potranno inoltre accedere a ulteriori agevolazioni già previste, quali l’esenzione da Tari e tassa sulle insegne per i primi tre anni.
Aggiornamento del Piano Comunale per la Somministrazione | La giunta ha approvato anche la revisione del piano regolatore per l’apertura di bar e ristoranti nelle zone protette del territorio comunale, come il centro storico, la darsena e il litorale. L’ultimo aggiornamento risaliva al 2015 e non rispondeva più alle normative regionali introdotte nel 2020 né alle nuove dinamiche del settore.
Il nuovo testo conferma la necessità di raggiungere una soglia minima di 60/100 punti per poter operare nelle aree sottoposte a tutela, considerando criteri strutturali e gestionali. Tra le novità introdotte, ha fatto presente l’assessore Di Padova, vi è il riconoscimento di punteggi per iniziative volte alla riduzione degli imballaggi, alla prevenzione dello spreco alimentare e all’accessibilità inclusiva. Viene inoltre valorizzata la qualità dell’offerta, con premi per chi propone prodotti a denominazione d’origine o certificati, menù multilingue e opzioni per persone con intolleranze.
Ulteriori punti premiano scelte progettuali che favoriscano la socialità senza ricorrere a dehors chiusi, la partecipazione a corsi di formazione e l’apertura in giorni festivi o domenicali. Resta invariato il punteggio riservato ai locali che rinunciano alle slot machine, un criterio fortemente vincolante.
Prospettive e strategie di rilancio | Questi interventi, come ha evidenziato l’assessore Di Padova, costituiscono elementi di una strategia più articolata per la valorizzazione del commercio cittadino. Nel corso delle recenti riunioni in Cabina di Regia, sono state inoltre avanzate proposte per un progetto sull’accoglienza turistica diffusa, che mira a coinvolgere non solo il commercio al dettaglio, ma anche l’artigianato e la ricettività nell’ambito delle politiche di promozione della città. L’approccio adottato punta a una qualificazione sostenibile e coerente con le caratteristiche dei vari quartieri, con l’obiettivo di conciliare tutela del patrimonio storico, sviluppo economico e vivibilità urbana.
(Red. Corsara)
