Agricoltura in allarme: CIA mobilita l’Europa per difendere la Pac

Manifestazione a Bruxelles e appello per una politica agricola comune più forte e giusta

Economia / Politica | La Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) ha riunito a Roma i propri rappresentanti per discutere delle sfide che attendono il settore agricolo, con particolare attenzione al futuro della Politica Agricola Comune (Pac) e alle condizioni del commercio internazionale. L’assemblea ha sottolineato l’importanza di tutelare le produzioni agricole locali e ha annunciato una mobilitazione a Bruxelles il 18 dicembre.

Difesa della Pac e mobilitazione europea | Nel corso dell’assemblea annuale svoltasi all’Auditorium Antonianum di Roma, il presidente di CIA Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, ha messo in luce le criticità connesse alla revisione del Quadro Finanziario Pluriennale post 2027, che prevede un taglio significativo delle risorse destinate alla Pac. Secondo quanto afferma, questa scelta rischia di indebolire profondamente il settore agricolo europeo, creando disparità tra agricolture di serie A e serie B e compromettendo il mercato unico. Per questo motivo, CIA ha organizzato una manifestazione a Bruxelles il 18 dicembre, cui parteciperanno oltre 5mila agricoltori con mille trattori, per chiedere un cambiamento sostanziale nella gestione delle politiche agricole comunitarie.

Ruolo strategico della Pac per l’Europa | Fini ha ricordato che la Pac rappresenta la politica più longeva e stabile dell’Unione Europea, garantendo sicurezza alimentare e coesione sociale da oltre cinquant’anni. La proposta della Commissione di inglobare la Pac in un fondo unico, riducendo le risorse del 22%, comporterebbe una perdita netta di circa 9 miliardi per l’Italia, con un calo del peso dell’agricoltura nel bilancio europeo dal 31% al 15%. “Ridurre la Pac a una voce qualsiasi del bilancio significa indebolire l’Europa stessa”, ha dichiarato il presidente di CIA, sottolineando la portata politica di questa riforma.

Impatti sul territorio savonese e azioni locali | La delegazione di CIA Savona, guidata dal presidente Sandro Gagliolo e dal direttore provinciale Gianluigi Nario, ha espresso preoccupazione per le ripercussioni che la riduzione dei fondi e la mancata reciprocità negli scambi commerciali potrebbero avere sulle produzioni agricole locali. Come hanno evidenziato, “evitare la riduzione dei fondi per la Pac e la reciprocità degli scambi commerciali sono due battaglie fondamentali per le produzioni ed esportazioni savonesi”, temi chiave per la tutela delle filiere territoriali.

La necessità di un’Europa federale e coesa | Nel suo intervento, Fini ha segnalato una fase di rallentamento e divisioni all’interno dell’Unione Europea, invitando a superare l’attuale sistema decisionale basato sull’unanimità. Ha affermato che “la complessità globale non si governa con 27 politiche diverse” e che una vera unione politica, con una politica estera, di difesa, energetica e industriale comune, è indispensabile per affrontare le transizioni demografica, tecnologica ed economica.

Coesione territoriale e sviluppo rurale | Il presidente di CIA ha posto l’accento sull’importanza di evitare contrapposizioni tra politiche di coesione e agricole, auspicando invece sinergie efficaci per sostenere la competitività delle imprese e la crescita dei territori. Ha ricordato che il 56% della superficie coltivabile italiana si trova nelle aree interne, che ospitano 13 milioni di persone e rappresentano un argine contro il dissesto idrogeologico che interessa il 60% del Paese. “Difendere queste zone significa difendere l’Italia reale”, ha sottolineato.

Semplificazione normativa e competitività | La burocrazia è stata indicata come uno degli ostacoli maggiori alla produttività agricola. Fini ha sostenuto che la semplificazione non implica una deregolamentazione, ma una revisione delle norme per renderle più efficaci e applicabili. Ha inoltre espresso apprezzamento per i pacchetti “Omnibus” e le proposte di semplificazione della Pac da attuare rapidamente a livello nazionale.

Commercio internazionale e reciprocità | La posizione di CIA non mette in discussione l’apertura dei mercati, ma richiede condizioni di parità nei rapporti commerciali con Paesi terzi, dove spesso le regole ambientali e sociali sono meno rigorose. Fini ha chiesto “clausole di salvaguardia automatiche, controlli veri alle frontiere, tracciabilità totale e tutela dei prodotti più esposti”. Ha inoltre evidenziato la necessità di rinegoziare gli accordi commerciali, citando la perdita di 282 milioni di euro di export agroalimentare italiano negli Stati Uniti nell’estate 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Sfide e impegni dell’assemblea CIA | L’assemblea ha ribadito la centralità dell’agricoltura per la sicurezza alimentare, la tutela ambientale e la stabilità sociale, invitando le istituzioni a sostenere con decisione il settore. Come ha concluso il presidente Fini, “senza agricoltura non c’è sicurezza alimentare, ambientale e sociale. Non c’è futuro. Non c’è Europa”. La manifestazione del 18 dicembre a Bruxelles rappresenta quindi un momento cruciale per richiamare l’attenzione sul ruolo strategico dell’agricoltura nel progetto europeo.

(Red. Corsara)

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