Porti di Genova e Savona alla COP30: innovazione e sostenibilità in azione

Strategie green e digitali per una transizione climatica efficace nei sistemi portuali italiani

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Economia / Clima | Durante la COP30 di Belém, il sistema portuale di Genova e Savona ha rappresentato l’Italia nel padiglione nazionale, illustrando le proprie strategie di transizione ambientale. L’evento ha posto l’attenzione su infrastrutture portuali e soluzioni basate sulla natura come strumenti di resilienza climatica e sviluppo sostenibile.

Genova e Savona alla COP30 di Belém | L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale ha preso parte alla 30ª Conferenza delle Parti della Convenzione ONU sui Cambiamenti Climatici, che si svolge in Brasile dal 10 fino al prossimo 21 novembre. La presenza italiana, coordinata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), ha incluso un focus sulle infrastrutture portuali come elementi chiave per la transizione ecologica globale. Per la prima volta, un porto italiano ha partecipato ufficialmente all’evento, offrendo un contributo concreto nell’ambito della sostenibilità e dell’innovazione.

Le strategie di sostenibilità dei porti liguri | I porti di Genova, Savona e Vado si stanno orientando verso una transizione energetica che combina la produzione di energia pulita con l’adozione di tecnologie avanzate. Tra le iniziative adottate figurano l’Onshore Power Supply per ridurre le emissioni in banchina, lo sviluppo di impianti fotovoltaici, smart grid e hub energetici portuali. Inoltre, sono in corso sperimentazioni su carburanti innovativi come gas naturale liquefatto a basse emissioni, idrogeno e ammoniaca, oltre a interventi per limitare le emissioni non combuste del GNL.

Innovazione digitale e monitoraggio ambientale | La digitalizzazione rappresenta un secondo pilastro nella strategia portuale. L’adozione di piattaforme digitali e intelligenza artificiale consente il monitoraggio in tempo reale delle emissioni e dello stato dei fondali marini. L’ottimizzazione delle rotte, la gestione mirata dei dragaggi e lo sviluppo di reti subacquee wireless per l’osservazione degli ecosistemi marini sono parte integrante del percorso verso una gestione più sostenibile e tecnologicamente avanzata.

Il progetto NBS Innovation Accelerator | Nell’ambito della COP30 è stato presentato il NBS Innovation Accelerator, un fondo di sovvenzioni promosso da MASE e dall’UNEP con l’obiettivo di integrare soluzioni basate sulla natura negli investimenti infrastrutturali in Africa e Asia Centrale. Il progetto mira a rafforzare la resilienza climatica di porti e infrastrutture critiche, generando benefici ambientali, economici e sociali. Come ha evidenziato il Presidente Paroli, l’esperienza dei porti liguri può fungere da modello replicabile in contesti internazionali.

Le dichiarazioni istituzionali | Il Ministro del MASE, Gilberto Pichetto Fratin, ha sottolineato la volontà italiana di finanziare infrastrutture tramite strumenti di finanza climatica internazionale, affermando che “è stato un onore ospitare il porto di Genova, che ha dimostrato la sua capacità di evolvere in una comunità energetica verde”. Ha inoltre evidenziato come la cooperazione con i porti africani possa ampliare le opportunità commerciali italiane, in linea con le strategie di sviluppo continentale inserite nel Piano Mattei.

Il Presidente Matteo Paroli ha messo in rilievo la duplice natura dei porti genovesi e savonesi, impegnati a coniugare competitività e tutela ambientale. Ha dichiarato che “un grande sistema portuale può essere al tempo stesso motore di crescita economica e laboratorio di transizione energetica e tutela climatica”, grazie all’impiego di energie rinnovabili, tecnologie digitali e Nature-Based Solutions. Ha anche evidenziato l’intenzione di trasformare i porti in centri di ricerca applicata per la riduzione delle emissioni e la mitigazione degli impatti sulle città circostanti.

Un dialogo con le istituzioni internazionali | Il lancio ufficiale del NBS Innovation Accelerator ha visto la partecipazione di rappresentanti di rilievo, tra cui la vicedirettrice della Climate Change Division dell’UNEP, Ruth Do Coutto, e funzionari dell’OCSE. L’iniziativa riflette un interesse condiviso per lo sviluppo di infrastrutture resilienti e sostenibili, in particolare in aree vulnerabili ai cambiamenti climatici.

(Red. Corsara)

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