Politica e Memoria | Il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha partecipato a Berlino a due eventi istituzionali significativi: la cerimonia del “Premio dei Presidenti per la cooperazione comunale tra Italia e Germania” e la “Giornata del lutto nazionale”, dedicata alla memoria delle vittime dei conflitti a ottant’anni dalla conclusione della Seconda Guerra Mondiale.
Visita istituzionale a Berlino | Il 15 e 16 novembre, Sergio Mattarella ha incontrato a Berlino il Presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier per celebrare momenti di riflessione condivisa tra le due Repubbliche. Sabato 15, i due capi di Stato hanno preso parte alla cerimonia di premiazione dedicata alla cooperazione tra le comunità locali di Italia e Germania, riconoscendo l’importanza di un dialogo costante e strutturato tra i territori. Oggi, in un clima di solennità, Mattarella si è recato al Palazzo del Reichstag per la cerimonia della “Giornata del lutto nazionale”, momento dedicato al ricordo delle vittime dei conflitti mondiali.
Commemorazione e discorso al Reichstag | Nel pomeriggio di oggi (domenica 16 novembre), il Presidente Mattarella ha pronunciato un discorso davanti ai vertici delle istituzioni tedesche, tra cui il Presidente del Bundestag, il Cancelliere Federale e il Presidente della Corte Costituzionale. Come ha evidenziato, la presenza in quella sede rappresenta un’occasione per riflettere su un passato segnato da tragedie che hanno coinvolto milioni di persone, e non semplicemente numeri: “La vita delle persone, dei popoli, delle nazioni, è colma di inciampi e di tragedie”. Ha ricordato le cifre drammatiche delle due guerre mondiali, sottolineando che l’80° anniversario della fine del secondo conflitto mondiale impone una riflessione sulla persistenza di guerre, razzismo e violenza nel presente.
Riflessioni sulla guerra e la pace | Il Presidente ha richiamato l’attenzione sul fatto che “la pace non è un traguardo definitivo, bensì il frutto di uno sforzo incessante”, che si fonda sul rispetto della dignità umana e sulla cooperazione internazionale. Ha fatto presente come le moderne guerre coinvolgano in larga misura i civili, con oltre il 90% delle vittime secondo le Nazioni Unite, e che fenomeni come le deportazioni, i genocidi e le violenze nelle aree di conflitto attuali, da Kiev a Gaza, rappresentano una continua sfida ai principi del diritto internazionale umanitario. Ha sottolineato inoltre che nessuna “circostanza eccezionale” può giustificare azioni come bombardamenti su aree abitate o l’uso della fame come arma.
Il ruolo della democrazia e del multilateralismo | Mattarella ha richiamato il pensiero di Theodor Heuss, primo Presidente della Repubblica Federale Tedesca, sul “coraggio di amare” e l’importanza di una “democrazia vivente”. Ha argomentato che l’autorità deve essere sorretta dalla democrazia, che si fonda sull’uguaglianza universale, e che gli organismi multilaterali come l’ONU e la Corte Penale Internazionale rappresentano strumenti indispensabili per la tutela dei diritti umani e la risoluzione pacifica delle controversie. Ha messo in guardia contro la retorica della supremazia e il ritorno di un linguaggio assertivo e divisivo, che rischia di minare trattati e istituzioni fondamentali per l’ordine internazionale.
Minaccia nucleare e responsabilità europee | Nel discorso è stato affrontato il tema della proliferazione nucleare, con riferimento al Trattato del 1997 contro gli esperimenti nucleari, ancora non ratificato da alcune potenze e abbandonato dalla Russia nel 2023. Mattarella ha fatto presente che possibili ripensamenti sull’arma nucleare rappresentano un rischio serio e che “nuovi ‘dottor Stranamore’ si affacciano all’orizzonte”. In questa cornice, il Presidente ha sottolineato il ruolo dell’Unione Europea, nata dalle macerie della guerra, quale portatrice di pace e multilateralismo. Come ha detto, non si deve permettere che “il sogno europeo venga lacerato da epigoni di tempi bui”.
Memoria e impegno futuro | Il Presidente Mattarella ha concluso il suo intervento con un richiamo alla responsabilità condivisa di mantenere viva la memoria storica senza illusioni, ma con la consapevolezza che da essa deriva un impegno concreto per il futuro. Ha ribadito che la sovranità popolare non può giustificare la guerra di aggressione, definita senza tanti giri di parole “un crimine”, e ha citato l’eredità del processo di Norimberga come monito imprescindibile. Ha riconosciuto il percorso di amicizia e cooperazione tra Italia e Germania come un modello di saggezza e coraggio, capace di generare un’area di libertà e prosperità senza precedenti.
Un monito e una speranza | La visita di Sergio Mattarella a Berlino e il suo discorso al Parlamento tedesco hanno rappresentato un momento di riflessione condivisa sui temi della memoria, della pace e della cooperazione internazionale. In un momento in cui le tensioni globali riaccendono timori e divisioni, il richiamo a un impegno costante per la tutela dei diritti umani e il rispetto del diritto internazionale si pone come un monito e una guida per il presente e il futuro.
(effe / Red. Corsara)
