Sfide e futuro della vigilanza bancaria europea

Donohoe: cooperazione internazionale e regolamentazione efficace per un settore bancario resiliente e competitivo

Politica / Economia | Nel corso del sesto Forum della BCE sulla vigilanza bancaria, il presidente dell’Eurogruppo Paschal Donohoe ha affrontato le sfide della regolamentazione finanziaria in un contesto globale segnato da crescente disordine e frammentazione economica. Ha sottolineato il valore della cooperazione internazionale e la necessità di un equilibrio tra stabilità e competitività del settore bancario europeo.

Il valore della resilienza nella vigilanza bancaria | Donohoe ha aperto il suo intervento a Francoforte ricordando l’importanza della solidità del quadro legale e istituzionale per il buon funzionamento del mercato, richiamando le idee di Walter Eucken. Ha evidenziato come il contesto attuale, caratterizzato da tensioni geopolitiche e frammentazione economica, richieda un adattamento continuo della regolamentazione bancaria, senza perdere di vista la capacità di resilienza, da lui definita “la nostra forza”. Ha inoltre rimarcato il ruolo centrale della Vigilanza Bancaria della BCE e del Meccanismo di Vigilanza Unico (SSM), istituzioni che rappresentano “un simbolo dell’integrazione dell’area euro”.

Lezioni dal passato e la necessità di fiducia | Nel richiamare la crisi finanziaria globale, Donohoe ha sottolineato come essa abbia messo in luce le vulnerabilità di un sistema caratterizzato da deregolamentazione e sotto-capitalizzazione bancaria. Ha fatto presente che la crisi ha provocato un’erosione della fiducia nelle istituzioni, un deficit che si è cercato di colmare attraverso una maggiore cooperazione internazionale e la creazione della Banking Union. In particolare, ha definito la rottura del circolo vizioso tra banche e debito sovrano come “la pietra angolare” del processo di ricostruzione della fiducia.

Regolamentazione globale e indipendenza dei regolatori | Il presidente dell’Eurogruppo ha richiamato l’importanza di standard globali minimi per evitare rischi di arbitraggio regolamentare e frammentazione normativa, che comprometterebbero la stabilità finanziaria. Ha sottolineato come l’indipendenza degli enti di vigilanza rappresenti un elemento imprescindibile per garantire la stabilità del sistema e ha messo in relazione questa indipendenza con quella della BCE nel definire la politica monetaria. Donohoe ha messo in guardia contro tendenze di frammentazione e sfiducia nella regolamentazione, affermando che “la nostra risposta dovrebbe essere una maggiore cooperazione e collaborazione,” articolata attorno a trasparenza, indipendenza e coinvolgimento del settore privato.

Equilibrio tra stabilità e crescita | Pur riconoscendo la centralità della resilienza, Donohoe ha manifestato la necessità di promuovere un settore bancario competitivo e in grado di sostenere la crescita economica. Ha evidenziato come le sfide esterne, tra cui la digitalizzazione, la transizione ecologica e le esigenze di finanziamento della difesa, impongano un’immediata capacità di adattamento e innovazione. Ha chiarito che non si tratta di promuovere una deregolamentazione, ma di perseguire “regolamentazioni efficienti e supervisioni mirate” che non ostacolino l’innovazione e la competitività europea.

Prospettive per l’integrazione europea e la conclusione | Donohoe ha richiamato l’urgenza di completare la Banking Union e di avanzare con iniziative volte a rafforzare l’Unione dei mercati dei capitali e l’Unione del risparmio e degli investimenti. Ha sollecitato un approccio coraggioso nei decisori politici, ricordando le difficoltà affrontate dall’Irlanda nel percorso di rientro del settore bancario alla proprietà privata dopo la crisi. Ha concluso ribadendo che l’Europa non necessita né di più né di meno regolamentazione, ma di una regolamentazione “migliore,” capace di sostenere innovazione e semplificazione, e ha esortato i regolatori a contribuire a questi obiettivi, affinché “non si perda quanto faticosamente costruito.”

(effe / Red. Corsara)

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