Economia | Confagricoltura Liguria lancia un allarme sul futuro dei giovani olivicoltori regionali, duramente colpiti dalla quarta stagione di scarsissima redditività in cinque anni. Durante il convegno “Identità e futuro dell’oliva da tavola. La forza dell’IGP Taggiasca” nell’ambito di Olioliva 2025, il presidente Luca De Michelis ha sottolineato come molti giovani agricoltori, insediatisi grazie al supporto del PSR, si trovino in difficoltà economiche a causa delle rese produttive estremamente basse. “Molti di loro hanno acceso mutui per avviare la propria attività, ma si trovano ora con rese economiche bassissime,” ha spiegato De Michelis, evidenziando un calo produttivo previsto inferiore alle 2.000 tonnellate rispetto alle 5.000 della scorsa campagna.
La proposta avanzata all’Assessore Piana prevede una moratoria dei mutui per almeno 18 mesi e interventi mirati a sostenere le aziende under 40 che dimostrino un drastico calo di fatturato. Confagricoltura Liguria punta anche sul recupero degli oltre 13.000 ettari di uliveto abbandonati, promuovendo cooperative di contoterzisti per rilanciare la produzione e favorire la penetrazione sui mercati, oggi in contrazione tanto da far scivolare la Liguria dal secondo al quinto posto tra i produttori mondiali di olio.
Inoltre, si conferma la spinta allo sviluppo della IGP Taggiasca, simbolo di qualità e identità territoriale. Tra le altre proposte, anche la destinazione dei fondi per il ripristino dei muretti a secco esclusivamente alle aziende agricole attive sui terrazzamenti.
La produzione olivicola della Liguria, con una superficie coltivata di circa 11.100 ettari e una media annua di 307 mila quintali, riveste un ruolo economico e ambientale di rilievo. Il mercato resta prevalentemente locale ma con una quota significativa destinata all’export, che incide per il 6% sull’export nazionale di olio, attestandosi su circa 92 milioni di euro tra il 2020 e il 2023. Tuttavia, le rese produttive degli ultimi anni sono state altalenanti, con un picco positivo nel 2024 e una drastica riduzione prevista per la campagna 2025, attesa con una diminuzione del 60-65% rispetto alle 5.000 tonnellate recenti.
(Red. Corsara)
