Economia | A Genova si è tenuto un incontro regionale dedicato alla pesca a strascico in Liguria, convocato presso la sede di Coldiretti Liguria. L’evento è scaturito dal nuovo decreto del Ministero dell’Agricoltura che ha introdotto un fermo pesca di 60 giorni continuativi, “una misura senza precedenti nel settore italiano”. Il decreto prevede inoltre un ulteriore fermo di quattro settimane e garantisce indennità economiche per imprese e lavoratori colpiti, con la ripresa delle attività fissata al 1° dicembre 2025.
Durante il confronto, che ha visto la partecipazione di rappresentanti di categoria, operatori e istituzioni, è emersa la necessità di una programmazione chiara e condivisa per il 2026. Secondo Daniela Borriello di Coldiretti Pesca Liguria, il fermo di 60 giorni “impedisce una reale pianificazione del lavoro, generando forte incertezza tra gli imprenditori ittici.” Le associazioni hanno sottolineato che i pescatori “chiedano prima di tutto di poter lavorare, non di vivere di sussidi,” chiedendo anche un intervento della Regione Liguria con risorse proprie a sostegno del comparto.
Le organizzazioni di categoria hanno proposto l’istituzione di un tavolo tecnico permanente per definire criteri equi di pesca e misure compensative, con l’obiettivo di garantire una gestione flessibile e coerente con le specificità del Mar Ligure. L’incontro si è svolto in un clima costruttivo ma segnato da preoccupazione, con la volontà degli operatori di passare “dalla protesta alle proposte,” pronti a nuove mobilitazioni in assenza di risposte concrete.
L’obiettivo comune secondo Coldiretti rimane la regionalizzazione della gestione della pesca con un Piano di Gestione Ligure basato su evidenze scientifiche e peculiarità locali, in collaborazione tra Regione Liguria, Gruppi di Azione Costiera e G.A.L. Fish Liguria.
(Red. Corsara)
