Allargamento UE, Costa: prospettive e progressi

Costa sottolinea l’urgenza di riforme e integrazione per Ucraina, Moldova e Balcani Occidentali

Politica e futuro UE | Oggi la Commissione Europea ha presentato il suo rapporto annuale sullo stato dell’arte in merito all’allargamento dell’UE, con i dati aggiornati per ogni paese candidato all’adesione. In giornata a Bruxelles si è tenuto anche un summit organizzato da Euronews dedicato appunto all’allargamento dell’UE, al quale ha partecipato anche il presidente del Consiglio europeo António Costa che ha delineato i significativi progressi compiuti dai paesi candidati, sottolineando l’urgenza politica e strategica di consolidare la prospettiva europea per Ucraina, Moldova e i Balcani Occidentali. L’impegno resta focalizzato su riforme approfondite e sull’efficacia del processo di adesione.

Priorità strategica e contesto geopolitico | António Costa ha aperto il suo intervento al summit ricordando la centralità attribuita all’allargamento fin dall’inizio del suo mandato, avviato il 1° dicembre 2024 in Ucraina, seguito da un incontro con i leader dei Balcani Occidentali a Bruxelles. Ha considerato che l’attuale scenario internazionale accentua la rilevanza di un’Unione Europea estesa, che rappresenta “un investimento per il futuro” in termini di sicurezza e stabilità, sia interna che esterna. Stando a quanto afferma, l’attuale Commissione rappresenta la prima dal 2010-2014 in cui l’allargamento si configura come una “possibilità realistica”.

Progressi concreti dei paesi candidati | Il Presidente ha evidenziato i risultati ottenuti nel 2025, definito “un anno di progressi concreti”. Il Montenegro ha mostrato il maggiore avanzamento, con l’obiettivo credibile di concludere i negoziati entro il 2026, purché mantenga l’impegno riformatore. Moldova e Ucraina, nonostante le difficoltà legate rispettivamente all’instabilità democratica e al conflitto armato, hanno completato la valutazione del quadro normativo comunitario in tempi record. Anche l’Albania ha accelerato il proprio percorso di adesione, mentre Serbia, Bosnia-Erzegovina e Macedonia del Nord sono attese a ulteriori passi avanti entro la fine dell’anno. Sul fronte del Kosovo, tre anni dopo la presentazione della domanda di adesione, Costa ha auspicato un segnale positivo, riaffermando la sua inclusione nel processo di allargamento balcanico.

Supporto e strumenti dell’Unione Europea | L’Unione ha intensificato il sostegno ai paesi candidati attraverso iniziative come il Growth Plan per i Balcani Occidentali e la Moldova, un programma da 6 miliardi di euro destinato a migliorare infrastrutture, reti digitali e procedure doganali. Tra i risultati concreti già ottenuti si annoverano l’adesione all’area unica dei pagamenti in euro e la riduzione delle attese alle frontiere. A partire da gennaio 2026, Moldova e Ucraina saranno integrate nella zona europea di roaming gratuito, un ulteriore passo verso l’integrazione pratica.

Riforme e approccio meritocratico | Costa ha ribadito che l’allargamento non può essere una mera aspirazione, ma un processo che richiede un impegno rigoroso e simultaneo da parte dei paesi candidati e delle istituzioni europee. Ha affermato che “è essenziale consolidare la democrazia e lo stato di diritto”, elementi imprescindibili per il successo delle adesioni. Ha sottolineato la necessità di un approccio più esigente sugli standard, ma anche più pragmatico e efficiente nelle procedure, con un duplice percorso parallelo dedicato sia alle riforme interne ai paesi candidati sia alla preparazione dell’Unione stessa ad accogliere nuovi membri. Questo compito, ha detto, rappresenta “un lavoro interno che non può essere evitato o rimandato”.

Determinazione politica e scelte future | Il Presidente ha richiamato la lezione storica dell’Unione, nata dalla volontà di superare secoli di conflitti, e ha invitato sia i paesi candidati sia gli Stati membri a manifestare una simile determinazione politica. Ha fatto presente che i partner di adesione devono scegliere se proseguire con la trasformazione europea o rimanere “intrappolati da dolorosi retaggi storici”. Allo stesso tempo, ha messo in guardia l’Unione dall’immobilismo, dichiarando che “l’Europa non deve diventare un museo della prosperità passata”. L’appello conclusivo ha rivolto un invito a intensificare gli sforzi per tradurre le prospettive di allargamento in realtà tangibili per i cittadini dei Balcani Occidentali, dell’Ucraina e della Moldova.

(effe / Red. Corsara)

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