Economia e Clima | La Commissione europea ha destinato 2,9 miliardi di euro a 61 progetti innovativi per la tecnologia net-zero, finanziati tramite il Fondo Innovazione con i proventi del sistema di scambio delle emissioni UE. Le iniziative coinvolgono 19 settori industriali e 18 paesi, con l’obiettivo di ridurre significativamente le emissioni di gas serra e sostenere la neutralità climatica entro il 2050.
Finanziamento e ambito dei progetti | Il recente bando IF24, lanciato a dicembre 2024, ha selezionato progetti che spaziano dall’industria energivora alle energie rinnovabili, dalla mobilità a emissioni zero alla gestione industriale del carbonio. L’investimento mira a sostenere soluzioni tecnologiche che, nel loro primo decennio, potrebbero evitare circa 221 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, equivalenti alle emissioni annuali di quasi 10 milioni di automobili europee. Come ha sottolineato Wopke Hoekstra, Commissario per il Clima, “la risposta a questa chiamata dimostra la forza dei nostri innovatori e la determinazione delle nostre imprese a guidare la corsa globale verso le tecnologie net-zero”.
Distribuzione e settori coinvolti | Dei 61 progetti finanziati, 10 riguardano grandi iniziative di decarbonizzazione con capitali superiori a 100 milioni di euro, principalmente nei settori del cemento, delle raffinerie e della chimica, dislocate in paesi come Belgio, Danimarca, Grecia e Italia. La categoria di medie dimensioni (20-100 milioni di euro) comprende 19 progetti in settori eterogenei quali vetro, trasporti su strada e azionamenti marittimi, con una copertura geografica che si estende dal Belgio alla Finlandia. I piccoli progetti (2,5-20 milioni di euro) sono 10, distribuiti tra energie solari, aviazione e metalli non ferrosi. La manifattura cleantech, con 11 progetti da 774 milioni di euro, si concentra sulla produzione di componenti per energie rinnovabili, batterie e idrogeno, mentre la categoria piloti include iniziative di profonda decarbonizzazione in settori quali la chimica, il trasporto marittimo e l’energia geotermica.
Impatto sulle politiche europee | L’assegnazione dei fondi s’inserisce nelle strategie europee per la transizione energetica e industriale, sostenendo la riduzione delle dipendenze da fonti fossili esterne e promuovendo l’adozione di tecnologie a basso impatto ambientale. Come ha evidenziato la Commissione, il Fondo Innovazione contribuisce agli obiettivi del Green Deal e dell’Atto sull’Industria Net-Zero, favorendo lo sviluppo di infrastrutture di cattura e stoccaggio del carbonio e accelerando la produzione di soluzioni per la mobilità sostenibile, tra cui carburanti alternativi e batterie per veicoli elettrici. La selezione include inoltre progetti allineati alla strategia REPowerEU e ai regolamenti per il trasporto sostenibile.
Meccanismi di selezione e assistenza ai progetti | La scelta dei progetti si è basata su criteri oggettivi quali il potenziale di riduzione delle emissioni, il grado di innovazione, la maturità tecnica e la replicabilità, senza alcuna pre-allocazione geografica. Tuttavia, sono state adottate misure per favorire una distribuzione più equa tra i paesi membri, tra cui assistenza tecnica e sessioni formative rivolte ai punti di contatto nazionali. Inoltre, la Banca Europea per gli Investimenti, in collaborazione con la Commissione, offre un servizio di assistenza allo sviluppo progettuale per facilitare l’accesso ai finanziamenti e migliorare la preparazione delle proposte.
I grandi progetti italiani | In Italia si stanno realizzando progetti industriali d’avanguardia per la decarbonizzazione e la transizione energetica. Dalla cattura del carbonio nel settore del cemento alle innovazioni nel riciclo chimico delle materie plastiche e alla produzione di combustibili sostenibili, le iniziative puntano a coniugare sostenibilità e competitività industriale, rafforzando la posizione del Paese nell’ambito europeo.
DREAM | La prima catena integrata di CCS per il cemento in Italia | Il progetto DREAM rappresenta un passo significativo nell’ambito della cattura e stoccaggio del carbonio (CCS) applicato all’industria del cemento nazionale. Prevede l’adozione di tecnologie ibride di cattura della CO₂ presso gli impianti di Rezzato e Mazzano, con il trasporto del gas catturato verso un giacimento esaurito destinato allo stoccaggio permanente. L’innovazione consiste nell’abbinamento dell’ossicombustione avanzata e della cattura criogenica per il clinker grigio con un sistema a base di ammine per il clinker bianco, integrati da un recupero efficiente del calore residuo che alimenta la rigenerazione del solvente senza apporto energetico esterno. Secondo quanto illustra il progetto, questo consente di ottenere un flusso di CO₂ ad alta purezza, ottimizzando la sua trasportabilità via pipeline. DREAM si propone di dimostrare la fattibilità economica della CCS in contesti industriali interni al territorio italiano, contribuendo altresì a creare un quadro regolatorio favorevole per questa tecnologia.
ReNova ChemPET | Riciclo chimico del poliestere a Cerano | In Piemonte, il progetto ReNova ChemPET lavora al primo impianto industriale europeo dedicato al riciclo chimico del poliestere. La tecnologia sviluppata consente di trasformare rifiuti di polipropilene e PET in monomeri puri, superando i limiti del riciclo meccanico tradizionale. Come ha evidenziato il progetto, questa metodologia permette di ridurre la dipendenza da materie prime vergini e di promuovere un’economia circolare più efficiente, con potenzialità di replicazione verticale e scala industriale. L’impianto mira a incidere positivamente sulla gestione dei rifiuti plastici, offrendo un modello industriale sostenibile per il settore chimico e della plastica.
H2EAT | Innovazione nel riscaldamento residenziale a idrogeno | H2EAT si focalizza sull’elettrificazione del riscaldamento domestico attraverso la produzione industriale di caldaie a idrogeno a combustione catalitica senza fiamma, installate a livello residenziale. Il sistema, sviluppato in Italia, assicura un’efficienza termica superiore al 100%, con eliminazione totale di emissioni di CO₂ e ossidi di azoto. L’innovazione risiede nel controllo avanzato del processo catalitico, combinando preriscaldamento dell’aria, ricircolo dei gas di scarico e iniezione diretta di idrogeno, garantendo sicurezza e compatibilità con le infrastrutture di distribuzione esistenti. Nel progetto, questo approccio apre la strada a un mercato scalabile di caldaie domestiche a idrogeno, rafforzando la sovranità energetica e la stabilità della rete elettrica in Italia.
GESIIS | Stoccaggio energetico geotermico e sistema integrato | Il progetto GESIIS introduce una soluzione innovativa per il riscaldamento rinnovabile basata su un sistema modulare di stoccaggio stagionale dell’energia geotermica, destinato a reti di teleriscaldamento. Ubicato in Italia, il sistema combina doppi pozzi geotermici di media profondità, un deposito termico acquifero ad alta temperatura e una pompa di calore di grande capacità, coordinati da una piattaforma digitale di ottimizzazione e manutenzione predittiva. Come illustra il progetto, l’adozione di un modello di business basato su un veicolo di scopo e contratti di acquisto di calore a lungo termine rende l’iniziativa replicabile e adattabile alle esigenze stagionali di calore. La modularità e l’attenzione ai contesti di teleriscaldamento con elevata domanda stagionale evidenziano il potenziale di questa tecnologia per una più ampia diffusione.
Prospettive e prossimi passi | I promotori dei progetti selezionati sono ora impegnati nella definizione degli accordi di finanziamento con l’Agenzia Esecutiva per il Clima, le Infrastrutture e l’Ambiente, con una formalizzazione prevista entro la prima metà del 2026. Nel frattempo, la Commissione si prepara a lanciare nuovi bandi a partire da dicembre 2025, continuando a sostenere l’innovazione tecnologica nel percorso verso la neutralità climatica europea.
(effe / Red. Corsara)
